Quantcast

Pedagogia, era lucano l’inventore del metodo Porfido

Rocco Porfido, insigne pedagogo dell'Uruguay, era nato a Irsina

Rocco Porfido, grande pedagogo uruguayano, era nato a Irsina in Basilicata. Per la sua grande capacità d’insegnamento si arrivò a parlare di “metodo Porfido”.

Rocco Porfido nacque, il 16 agosto del 1852, a Irsina in provincia di Matera da Vittorio e Maria Minerva. Frequentò l’Università di Napoli dove poi conseguì la laurea in pedagogia.

Nel 1978 decise di emigrare per l’Uruguay dove le autorità scolastiche locali apprezzarono, da subito, le indubbie capacità del giovane. Già dall’inizio fu destinato all’insegnamento e subito dopo fu nominato Direttore ed esercitò nelle cittadine di Melo, Durazno e San Carlos.

Ovunque gli giunsero riconoscimenti per la sua incredibile capacità nell’insegnamento e nell’organizzazione e nella direzione.

Richiamato a Montevideo fu tra i fondatori, successivamente ne divenne direttore, del “Collegio Nazionale della Lega Patriottica”.

Questa struttura che fece epoca e che fu imitata in altre nazioni si avvaleva del contributo delle più importanti personalità del paese. Fu poi direttore degli Istituti “Elbio Fernandez” e “Scuola Italiana”.

Intere generazioni di giovani uruguayani, alcuni arrivati a ricoprire le più importanti cariche istituzionali, si formarono sotto di lui.

Tenne conferenze come affermato pedagogo anche in Argentina e Brasile. Si arrivò a parlare, come insegnamento, di “metodo Porfido”. Fu per tre mandati Presidente del “Circulo Napolitano”.

Fu nominato nei più importanti Consigli d’amministrazione dell’Uruguay. Sposò Adele Borri. Promosse sempre iniziative, con raccolte munifiche di denaro, in favore dell’Italia.

A lui vennero dedicate biblioteche ed aule. Sue importanti citazioni appaiono su “Uruguay Consejo Nacional de Enseñanza Primaria y Normal “ del 1898 “Boletin de ensenanza primaria” del 1899, su “Consejo Nacional de Ensenanza Primaria y Normal” del 1910, “Nuestra América” del 2012.

Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”