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Rifiuti radioattivi diretti verso la Basilicata? foto

Scrivono i Carabinieri in ascolto: «Il Cao chiama, utilizzando la linea del generale Jean, tale Giancarlo e chiede se ricorda i nomi che erano stati individuati da loro per le seconde categorie. Il Cao fa riferimento al fatto che uno era Craco (Mt)

La bonifica ambientale dell’impianto di Rotondella

Nel 2005, è stato realizzato, all’interno dell’impianto, un laboratorio per il monitoraggio ambientale tra i più moderni in Italia. Nel 2008, sono state ultimate le attività di sostituzione della condotta di scarico a mare ed è stata completata e collaudata la nuova cabina di manovra e demolita quella realizzata negli anni ottanta. A luglio 2011 è stata presentata, al Ministero dello Sviluppo Economico, l’istanza di autorizzazione per la disattivazione dell’impianto. La Bonifica, che sarebbe in corso, sarà conclusa nel 2026. (Fonte Sogin) Intanto nel luglio 2012, sarebbero  iniziati i lavori di realizzazione della platea dell’infrastruttura per la bonifica

La Sogin mostra di avere le idee molto chiare sul Deposito Nazionale. Per seguire meglio la nostra riflessione occorre annotare che il Centro di ricerca Enea Trisaia di Rotondella è, in base al Decreto Legislativo n.31/2010, un Parco Tecnologico. Va inoltre annotato che il DPCM 8 aprile 2008 (Governo Prodi) – inerente ai “criteri per l’individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere segreto di Stato” – ha di fatto esteso il principio della segretezza dei siti militari ai siti “civili” di interesse energetico e di stoccaggio di rifiuti anche radioattivi, il tutto a beneficio dei supremi e imprescindibili interessi dello Stato ed ovviamente delle società concessionarie come la Sogin.

Si tratta soltanto di bonifica?

Sarebbero in corso dei lavori appaltati nel 2011 che riguardano la realizzazione dell’impianto di cementazione del “Prodotto Finito” e dell’edificio deposito per lo stoccaggio temporaneo di manufatti cementati prodotti e di cask (barili) contenenti combustibile irraggiato. Tali opere sono costituite da: Edificio di processo per la cementazione del prodotto finito: volumetria di circa 6 500 m3; Edificio deposito, per lo stoccaggio dei manufatti cementati prodotti e dei cask contenenti combustibile irraggiato: volumetria di circa 14 000 m3; Sistemi e apparecchiature all’interno dell’edificio di processo per il trattamento della soluzione radioattiva ed il trasferimento all’interno dell’edificio deposito dei manufatti prodotti e dei cask; Movimentazione dei manufatti tramite sistemi remotizzati; Impianti ausiliari. L’appalto comprende l’avviamento di tutti gli impianti con esecuzione delle prove in bianco, di formazione del personale ed i ricambi che dovessero necessitare in tale fase e per tutto il periodo di garanzia. L’appalto inoltre comprende i servizi, per un periodo di 2 anni, di assistenza alle prove nucleari dell’impianto e di assistenza tecnica nel primo periodo di esercizio dell’impianto di cementazione.

Stranamente i lavori riguardano cifre e cubature superiori al fabbisogno interno di smantellamento dei materiali radioattivi che attualmente sarebbero custoditi all’Itrec. Delle due l’una. O i dati forniti sul materiale depositato sono sottostimati, quindi c’è dell’altro, oppure il nuovo impianto appaltato servirà anche per rifiuti provenienti da altri fornitori. Le cubature previste dai lavori sono compatibili con quelle descritte per il deposito unico. Ma la lista…