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Attentato a Kabul, a Tramutola cerimonia in memoria dei sei paracadutisti uccisi foto

Cerimonia dell'Esercito nella cittadina del capitano Fortunato, tra le sei vittime della strage del 2009

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Si è svolta nei giorni scorsi a Tramutola (Potenza), una cerimonia commemorativa per ricordare il tragico attentato di Kabul, in Afghanistan, che il 17 settembre 2009 coinvolse due automezzi blindati “Lince” dell’Esercito Italiano.

Nell’attentato morirono sei paracadutisti della Brigata “Folgore”, tra i 26 ed i 37 anni, tra cui il Capitano Antonio FortunatoO nativo di Tramutola.

Per questo giorno, il Comando Militare Esercito “Basilicata” unitamente al Comune di Tramutola e all’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, ha voluto ricordare quei Caduti con la celebrazione di una santa messa.

Hanno preso parte alla cerimonia numerose scolaresche, autorità politiche, militari e religiose nonché una rappresentanza della Brigata “Folgore” giunta appositamente da Pisa.

Al termine della funzione religiosa, la commemorazione è proseguita nella piazza cittadina intitolata al Capitano Fortunato insignito della Croce d’Onore alla Memoria.

Dopo la resa degli onori militari a cura di un picchetto in armi del Comando Militare Esercito “Basilicata” e la deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti in Afghanistan, si sono susseguiti gli interventi istituzionali del Sindaco di Tramutola, del Capo di Gabinetto della Prefettura di Potenza e del Comandante del Comando Militare Esercito “Basilicata”, Colonnello Lucio Di Biasio che ha riportato idealmente indietro la mente a quel tragico 17 settembre 2009, rivolgendosi in particolare ai genitori, al fratello e alla moglie del Capitano Fortunato presenti alla cerimonia.

Il mio pensiero deferente va ai caduti di ogni conflitto ed in particolar modo a quelli di Kabul e alle loro famiglie che dignitosamente sopportano un dolore lacerante ed incolmabile” ha affermato Di Biasio ricordando il capitano Antonio Fortunato e i paracadutisti Roberto Valente, Giandomenico Pistonami, Matteo Mureddu, Massimiliano Randino e Davide Ricchiuto e ai caduti nell’attentato di Nassiriya tra cui il Sottotenente dei Carabinieri, Filippo Merlino anch’egli figlio di questa terra.

“La loro memoria è la storia di singoli militari che hanno seguito la propria vocazione ed il valore di Patria e di uomini, eroi del nostro presente, accomunati da una difficile missione di pace in cui hanno sacrificato il bene supremo della vita in nome della libertà e della democrazia”.

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