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Avis Basilicata in picchiata: perse 12mila unità di sangue in soli tre anni foto

Genesio De Stefano: "Precise responsabilità associative, tecnico - sanitarie e politiche"

Sono Genesio De Stefano, Socio iscritto all’Avis Comunale di Potenza, già socio fondatore di Avis Comunale, Provinciale e Regionale di Basilicata, impegnato a vari livelli associativi per oltre 35 anni, di cui 25 di Esecutivo Nazionale nelle vesti di Vice Presidente.

Sono stato Socio Donatore con 129 donazioni. Attualmente Consigliere di Avis Comunale Potenza e di Avis Provinciale Potenza.

Oggi ritengo in virtù dei continui appelli sulla donazione del sangue in relazione alle emergenze che si stanno determinando da 3 anni a questa parte, sia nel periodo estivo che nel periodo invernale, di dire basta.

Questa condizione di perenne crisi che danneggia in forma prioritaria i politrasfusi, gli ammalati chirurgici e tutti coloro che hanno bisogno del prezioso “farmaco sangue”, deriva secondo il mio modesto punto di vista, da precise responsabilità associative, tecnico – sanitarie e politiche.

Sono consapevole che questa mia affermazione può suscitare reazioni e critiche, perfettamente in linea con quanto si sta determinando da un po’ di anni a questa parte, ma, poiché accetto qualsiasi confronto, con chicchessia dei vari livelli chiamati in causa, mi assumo le responsabilità derivante da queste mie accuse ed accetto qualsiasi confronto nelle diverse e più opportune sedi. Con l’unica condizione che ciò avvenga pubblicamente.

Non è più accettabile che un sistema che aveva avuto il riconoscimento della London School University di Londra, che aveva acquisito la leadership di tutti gli indicatori in Italia afferenti al sistema sangue, che aveva consolidato la propria autosufficienza inviando fuori Regione oltre 4000 unità di sangue, anche nel periodo estivo o invernale, che era stata indicata dal Centro Nazionale Sangue come Regione Pilota di tutto il Sud d’Italia e non solo, da qualche anno a questa parte, è in continua crisi e, il più delle volte, si approvvigiona fuori Regione, a discapito della sicurezza trasfusionale, del rispetto delle leggi dello Stato e delle norme sanitarie che regolano il settore.

L’aver perso 12.000 unità di sangue in soli 3 anni, l’aver chiuso l’Info Point Sanitario presso l’ Università, l’aver acquistato due autoemoteche inidonee, l’aver messo in discussione senza alcun motivo la delibera n. 35 sui punti di raccolta, il non funzionamento dei comitati per il buon uso del sangue, il mettere in discussione ogni giorno, secondo la convenienza le norme sanitarie sulla donazione del sangue, hanno determinato questa condizione di continua carenza.

L’arroganza non può essere rivolta agli ammalati fine ultimo del volontariato per la donazione del sangue.

 

Genesio De Stefano