Il destino dei lucani: umanità in fuga

Le parole di gaudio e prosperità del Gladiatore e dei suoi accoliti smentite da dati che pesano come schiaffi

Un’umanità in fuga. Questo sembra essere il destino dei Lucani. Il dado è tratto da tempo, ormai.

Le decisioni di una classe dirigente inadeguata e “sottoacculturata” hanno dato, negli anni, origine a un blocco di sofferenze e sconfitte testimoniate, nel quotidiano, da una gran fetta di popolazione che vive in condizioni drammatiche, dove le privazioni sono all’ordine del giorno.

Strano, nella Regione più ricca d’Europa, prendere atto sul campo che le parole di gaudio e prosperità del Gladiatore e dei suoi accoliti siano puntualmente smentite da dati che pesano come schiaffi in faccia in merito a disoccupazione, petrolio, risorse non utilizzate.

Dispiace osservare una terra che ha un forte legame con la storia, simbolo di lotte e sacrifici,  frammentarsi in stagnanti clientelismi che assomigliano, nient’altro, a quei rapporti che si instauravano tra il feudatario e vassalli.

Il banno si riassume in contentini a carattere lavorativo, nomine di urgenza, favori all’amico dell’amico. Mentre la Basilicata muore.

Un processo di abbandono da “lavori in corso” condito da artifizi alla “matrix” il cui unico scopo è quello di manipolare dati, coscienze, vite.

Il lavoro, per molti, è ormai, una ricerca metafisica, la sanità si risolve nell’essenzialità, ovvero in servizi ridotti e scadenti, il petrolio è ormai roba da materialismo mistico, le infrastrutture e le strade ricordano gli anni di Carlo Levi.

L’unica realtà che va davvero forte è la dialettica dei nostri rappresentanti istituzionali.

Uno spettacolo: L’occupazione è al top, il petrolio non inquina, anzi, profuma di lavanda, Potenza rinascerà come l’Araba Fenice, Matera, capitale della cultura (giova ricordarlo: non per merito di questi tizi) accoglierà orde di turisti. Un bengodi al cui confronto gli sceicchi di Dubai sono dei patetici dilettanti.

La realtà è una sola: per evitare i colpi mortali infertici giorno dopo giorno, per salvare la nostra terra costruita dai sacrifici dei nostri  nonni e genitori c’è bisogno di illuminare una nuova strada per intraprendere una lunga marcia, irta di ostacoli e trappole, spaventosa e immemore, che possa, un domani, liberarci da queste imbarazzanti figure che così abilmente hanno castrato  le nostre identità e aspirazioni.

Mimmo Toscano