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La frana di Stigliano dimenticata nel piano di difesa del suolo

Non è inserita nella mappa degli interventi

Leggere il ministro dell’Ambiente Galletti che denuncia l’immobilismo o la lentezza delle regioni nella realizzazione degli interventi di consolidamento, non è proprio incoraggiante mentre il Paese continua a sbriciolarsi e ad incendiarsi”. 

Manca una strategia unitaria e strumenti in grado di trasformare i progetti veri in azioni vere. Tanti progetti sono elenchi dei desideri, non hanno la fisionomia di uno studio organico, puntale, validato nell’analisi dei bisogni del suolo e nelle risposte adeguate e congrue.

La Basilicata ha presentato un piano per 457 interventi da includere nel repertorio nazionale della difesa del suolo per un fabbisogno di un miliardo di euro. Dove sono le risorse, quando le proposte saranno progetti muniti di fattibilità?

Scopro che nella mappa degli interventi non c’è il Comune di Stigliano, nel materano, interessato da un rilevante movimento franoso. Mi viene il dubbio che siamo in presenza della corsa ad avere risorse senza uno studio vero e con strumenti stringenti di attuazione.

Incalzerò il Governo nazionale perché si prenda le sue responsabilità sostituendo le regioni inadempienti da subito non dopo interminabili attese.

Anche la difesa degli arenili andrebbe affrontata in modo organico anche per alleviare il fenomeno a partire dalle sue cause. Interventi episodici non sono la risposta.

Se le risorse finanziarie per la compensazione dell’acqua che diamo alla Puglia, ottenute con il contratto di programma Puglia Basilicata, durante il governo Berlusconi e con Fitto ministro del Mezzogiorno, fossero state destinate all’assetto del territorio e non distratte per altre finalità, oggi avremmo mitigato di molto i fenomeni erosivi che fanno scomparire tratti importanti del litorale ionico.

Cosimo Latronico, deputato DI