La Petra di Squitieri in mostra al Castello di Lagopesole foto

Esposte 18 tele del maestro originario di Potenza

Sabato 23 settembre, alle 18 nella Sala dell’Imperatore nel Castello di Lagopesole, sarà inaugurata la mostra Petra: la città rosa degli arcani misteri di Italo Squitieri.

Lo spazio delle mostre temporanee de “Il Mondo di Federico II” del Castello di Lagopesole in Basilicata ospiterà per un mese e per la prima volta in assoluto le 18 tele dell’intero Ciclo di Petra realizzato dal Maestro Squitieri nell’arco di  tredici anni del suo lungo, proficuo e suggestivo percorso artistico.

Il vernissage prevede l’intervento  del Critico  d’Arte  Rino Cardone che ha curato  il  testo  di  presentazione in catalogo, ed  un  intermezzo musicale con il mezzo soprano Roberta Rita  accompagnata al pianoforte da  Ida Ponzio.

 La straordinaria ed unica esposizione è frutto della collaborazione tra la Pro Loco Castel Lagopesole e la galleria Idearte di Potenza che, per gentile concessione degli eredi, ha messo a disposizione le opere.

La mostra, patrocinata dall’Assessorato alla Valorizzazione e Promozione del Territorio del Comune di Avigliano,  rientra tra le manifestazioni delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che per questa edizione 2017 hanno come tema “Cultura e Natura”.

Il Ciclo di Petra rimarrà in esposizione fino al 26 ottobre prossimo e sarà visitabile tutti i giorni nei seguenti orari: 9.30/12.30 – 16.00/18.30 .

Italo Squitieri nasce a Potenza nel febbraio del 1907.

Dopo aver compiuto parte degli studi di ingegneria a Pavia, decide di dedicarsi completamente alla pittura e si trasferisce all’Accademia di Brera a Milano.

Gli interessi giovanili sono per l’impressionismo prima e, in seguito, per il futurismo; tuttavia è la strada del Novecento quella destinata a dare alla sua pittura l’impronta decisiva. Soggiorna a lungo in Medio Oriente  dove espone le opere che via via dipinge.

Tornato in Italia, una serie di fortunate mostre in qualificate gallerie sia italiane che estere, gli aprono le porte alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale di Roma. Espone a Londra, Berlino, Dusseldorf, Monaco, Francoforte, Ginevra e Zurigo. A Parigi incontra Cocteau, Picasso, Max Ernest, Severini e Braque.

Conosce e stringe un forte legame di amicizia con Hemingway, che avrebbe poi rivisto a Cortina, dove risiederà stabilmente fino alla sua morte.

Il suo percorso artistico è scandito da una serie di cicli. Le composizioni di carattere “Arcaico”, a cui Squitieri si dedica dal 1956, nutrite dei miti della sua Lucania, risentono sensibilmente delle esperienze per la lunga permanenza in Asia minore, nonché al Cairo, dove ha modo di studiare a fondo l’arte assira e gli egizi.

Nell’arco di tempo che va dal 1973 al 1979, tra gli altri, esegue i 26 dipinti del ciclo de “Il potere”, dove chiara è la denuncia per il declino morale dell’Italia.

Dal 1974 al 1987 realizza le 18 tele del ciclo di Petra città isolata nel tempo dell’eternità e, successivamente, con i dipinti de “Il precario”, si cimenta a fissare la visionaria corsa del ciclo della vita. Muore a Cortina D’Ampezzo nel Dicembre del 1994

 

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