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La Uil audita in IV Commissione sul nuovo Piano Socio Sanitario

Uil e Uil Fpl chiedono che il nuovo piano parta dai fabbisogni di salute della popolazione lucana

La Uil e la Uil Fpl, audite ieri 28 settembre in IV Commissione, hanno apportato alcune integrazioni alla Bozza del Nuovo Piano Socio-Sanitario, che arriva all’indomani della riorganizzazione della rete ospedaliera in corso di realizzazione.

Presenti all’audizione il Segretario Regionale della Uil Fpl, Antonio Guglielmi e per la Segreteria Giuseppe Verrastro.

Premesso che il confronto, partito già con la riorganizzazione, è già in fase avanzata, i rappresentanti della Uil e della Uil Fpl hanno sottolineato che il Nuovo Piano Socio-Sanitario deve superare quelle incongruenze e quelle asimmetrie che si sono registrate nella prima fase della riorganizzazione e che rimane centrale la necessità di essere attenti più ai contenuti che ai contenitori.

Rimane fondamentale l’attenzione sui conti, ma decisivo, anche per lo sviluppo e l’occupazione, dare vita ad un Welfare che passa per una forte integrazione tra il sistema sanitario e quello socio-assistenziale.

Al centro del processo riformatore deve rimanere la persona, il cittadino, cui va assicurata equità nell’offerta dei servizi e un sistema sanitario che punti sull’efficienza e sull’innovazione, tutelando in particolare le persone più deboli ed indifese.

Perciò la Uil e la Uil Fpl chiedono che il nuovo piano parta dai fabbisogni di salute della popolazione lucana e in merito all’offerta, settore per settore, territorio per territorio, reparto per reparto, verificare quali interventi adottare affinché il sistema risponda alle esigenze dei cittadini lucani.

Partendo dalla riorganizzazione, le scomposizioni e le aggregazioni effettuate, sono propedeutiche ed un processo riformatore che rispetti le istanze e le specificità dei due territori provinciali ma andando anche verso una graduale ulteriore semplificazione istituzionale del sistema da una parte e dal potenziamento dei servizi dall’altra.

Nel Piano vengono confermate due aziende per le acuzie, due macro aggregazioni che coincidono con i territori delle due province.

Perciò l’attuale riorganizzazione, con l’accorpamento degli ospedali per acuti rispettivamente di Melfi, Villa D’Agri e Lagonegro al S. Carlo e l’ospedale di Policoro al Madonna delle Grazie di Matera deve non solo perseguire le quadrature economiche ma rafforzare gli ospedali provinciali diffusi, basati sulla intensità di cura.

Pertanto gli ospedali territoriali, sede di P.S.A. dovranno garantire le attività di emergenza/urgenza, di stabilizzazione dei pazienti e tutte le attività chirurgiche di media e bassa complessità. Un sistema che tenga dentro l’universo delle acuzie, ma che punti, nel contempo, all’alta complessità e alle eccellenze.

Inoltre per la Uil e la Uil Fpl è necessario rafforzare la rete dell’emergenza/urgenza del 118 e la prevenzione potenziando i distretti socio-sanitari territoriali come punto di partenza dei fabbisogni e della programmazione socio-sanitaria e socio-assistenziale.

Il numero dei distretti evidenziati nel piano ci sembrano congrui ed è necessario mantenerlo così come sono anche per il futuro.

A questo proposito, sul territorio vanno potenziati la presa in carico e la continuità assistenziale riqualificando e riconvertendo la rete ospedaliera, creando, nel contempo, strutture intermedie come le Case Salute.

Al fine di definire il Distretto della Salute la Uil e la Uil Fpl hanno proposto, prima dell’approvazione del Piano una Conferenza di servizio.

Ancora è necessario affrontare l’emergenza rappresentata dagli spazi angusti entro i quali è possibile procedere al ricambio generazionale.

Ciò per i medici è una vera e propria emergenza. La qualità dei reparti e l’attrattività dei nostri presidi ospedalieri è legata anche alla nuova classe di medici professionisti che potrebbero essere stimolati se inseriti all’interno di un DEA di I e II livello diffusi sul territorio, nei quali poter crescere anche professionalmente.

Ma il problema si pone per tutto il personale socio-sanitario, perciò non deve essere abbandonata la strada di negazione con lo Stato un accordo che tenga dentro anche il Crob e il 118 che, come è noto, nel 2004, non erano ancora stati attivati.

Come è noto la spesa a quella data meno l’1,4 % rappresenta il tetto di spesa che non può essere recuperato per le assunzioni di nuovo personale. Una norma devastante per la nostra Regione.

La Uil e la Uil Fpl, infine, considerano questa audizione una tappa del confronto che nei prossimi mesi dovrà proseguire auspicando che si arrivi ad una proposta sindacale unitaria.

Carmine Vaccaro, segretario Generale Uil Basilicata

Antonio Guglielmi segretario Regionale Uil Fpl