Ospedale Villa d’Agri, unico presidio della salute pubblica nell’area

Ass. bene Comune: "Speriamo siano state accantonate ipotesi di ridimensionamento"

Le prime notizie che arrivano dal tavolo in Regione sul piano di riorganizzazione dell’ospedale di Villa d’Agri sembrano positive ma, al contrario, le notizie che da giorni sono diffuse dai media a proposito del rapporto di Valutazione d’Impatto Sanitario ci inducono a tenere sempre alta l’attenzione sulle condizioni di salute delle comunità della valle. 

Programmare, attraverso il Progetto Donna, la riapertura dell’attività di ginecologia che con la chiusura del Punto nascita ha avuto una forte riduzione di servizi oltre che di penalizzazione per madri e famiglie, come pensare ad un piano di assunzioni per rafforzare gli organici e ridefinire la localizzazione del servizio 118 sono soluzioni che salutiamo con favore e sostegno.

Vogliamo credere, con atteggiamento fiducioso e positivo, che le ipotesi di ridimensionamento, che sono circolate in questi mesi, siano state accantonate. E per averne conferma dobbiamo aspettare almeno un altro mese secondo i tempi definiti al tavolo in Regione, anche per la riattivazione della risonanza magnetica e nucleare, in attuazione dell’impegno assunto per la fine dell’anno.

Ma il clima che si è creato nei comuni della valle, in primo luogo Viggiano e Grumento, per lo stillicidio di notizie sempre più allarmanti sui risultati della Vis ci inducono a ribadire che l’ospedale di Villa d’Agri ha compiti, ruoli e funzioni di unico presidio della salute pubblica che vanno al di là persino di servizi, unità operative e prestazioni comunque da garantire all’utenza.

In attesa che in questa settimana si faccia chiarezza continuiamo a sostenere il principio “la salute a prescindere”, un principio non negoziabile, mentre su tutto il resto si può discutere.

Per circa vent’anni, invece, noi cittadini della Val d’Agri abbiamo vissuto in un “clima avvelenato” di dubbi e sospetti di tutti nei confronti di tutti (politici, funzionari, amministratori, tecnici, operatori sanitari…), con una crescente sfiducia nelle istituzioni, che in verità poco hanno fatto per non meritarsela!

Per anni abbiamo coltivato la speranza che potesse essere l’Osservatorio Ambientale ad esclusivo servizio della Val d’Agri, per il controllo dell’attività estrattiva e a tutela della salute e dell’ambiente.

Oggi invece dovremmo credere nella Fondazione Biomedica a cui è stato affidato lo stesso compito inattuato dall’Osservatorio.

Pertanto, dopo la ripresa dell’attività estrattiva in Basilicata e del Cova, il punto da cui ripartire non potrà prescindere da una puntuale messa a punto dei controlli a tutela della salute e dell’ambiente; e tutto deve essere calibrato su questo.

Solo così si dà un senso al concetto altrimenti vuoto della “sostenibilità”, che tanto piace in questo momento alla classe politica regionale, ma che dev’essere posto al centro di un momento di svolta per avviare la transizione, alla quale stanno già pensando finanche i Paesi principali produttori di greggio, che con i soldi del petrolio hanno già avviato la produzione di energie pulite e forse… presto ce le venderanno!

La nostra preoccupazione si estende infine all’annosa vicenda del Plesso sanitario ex Clinica Nigro-Pellettieri, che, grazie ai fondi messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Viggiano, avrebbe dovuto da tempo rendere fruibile un Hospice a servizio dell’intero comprensorio, privo di tanti servizi socio-sanitari (si cita solo ad esempio una RSA, Residenza Sanitaria Assistenziale, per una popolazione che diventa sempre più anziana).

Vittorio Prinzi, Associazione Bene Comune Viggiano