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Di petrolio si può morire: la conferma dal professore Bianchi del Cnr

Audizione in Terza Commissione consiliare sugli esiti dello studio di Valutazione impatto sanitario nei comuni di Viggiano e Grumento, nell'area del Centro Olio Eni

“A Viggiano e a Grumento si muore di più e ci si ammala di più, per determinate patologie, sia rispetto al resto della Val d’Agri, sia rispetto al resto della Regione. I risultati mostrano degli eccessi di rischio che sono connessi con gli inquinanti derivanti dal Cova”.

Sono queste le parole del professore Fabrizio Bianchi, coordinatore scientifico dello studio per la Valutazione di impatto sanitario nei comuni di Viggiano e Grumento Nova.

Bianchi, audito in Terza commissione consiliare della Regione Basilicata mercoledì 13 settembre, ha spiegato, così come è emerso dallo studio che “C’è un’associazione tra vivere in una certa area che ha un tipo di inquinamento rispetto a vivere in un’altra area che ha meno inquinamento e questo inquinamento viene sostanzialmente da emissioni Cova”

Lo studioso del Cnr ha spiegato che si sono “correlazioni tra i dati relativi ai ricoveri ed ai decessi per alcune patologie (dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio in particolare) ed i dati legati all’inquinamento dell’aria.

In particolare la VIS evidenzia a Grumento e Viggiano che la mortalità per tutte le cause per gli uomini è del +14 per cento rispetto al dato regionale mentre la mortalità per malattie del sistema circolatorio tra le donne è del 19% più alta del dato regionale.

Picchi elevati anche per i tumori allo stomaco e al polmone, tuttavia, si spiega nello studio-la valutazione delle neoplasie a lunga latenza è molto complessa.

Ancora più alti i dati della mortalità nei due comuni rispetto agli altri paesi della Val d’Agri: la mortalità totale per le donne è più alta del +19%.

Dopo l’audizione di Bianchi insorgono le opposizioni in Consiglio regionale.

“Emerge tutta la debolezza della politica lucana ad affrontare problematiche che vanno al di là della ordinaria amministrazione e dei contentini agli amici”.

Così Gianni Rosa, esponente di Fratelli d’Italia-An del parlamentino lucano. La Commissione di ieri invece si è trasformata in un Tribunale, nonostante Bianchi sia stato molto preciso.

Tutti si sono lanciati alla frenetica ricerca del ‘nesso di causalità’: si può dire che l’attività del Centro Olio ha causato, necessariamente e imprescindibilmente, l’aumento delle morti o di alcune patologie nei viggianesi e nei grumentini?

Ma il punto non è questo- incalza Rosa- La questione è: c’è un’associazione, acclarata dallo studio, tra i fumi del Cova e l’alto numero delle morti e delle malattie respiratorie e cardiocircolatorie in quei due Comuni della Val d’Agri. Cosa vuol fare la politica?

La politica necessita di prove inconfutabili come un Tribunale o è bastevole il ‘principio di precauzione’? Ma la politica lucana- aggiunge il consigliere regionale- non sa di cosa stiamo parlando: si muove solo dopo che ci sono eventi catastrofici o inchieste giudiziarie.

Sulla questione interviene anche il portavoce del M5S in Consiglio regionale Gianni Perrino che parla dei “drammatici effetti delle estrazioni petrolifere sulla popolazione di Viggiano e Grumento Nova”.

“L’audizione in terza commissione consiliare sugli esiti della Valutazione d’Impatto Sanitario (VIS) condotta sulle popolazioni di Viggiano e Grumento Nova non è riuscita, di certo, a rendere meno preoccupanti le evidenze già contenute nel documento di sintesi della stessa VIS.

Il documento lascia ben poco spazio ad interpretazioni. Le conclusioni della VIS – aggiunge il pentastellato Perrino- confermano quanto da noi paventato da tempo: il Centro Oli Viggiano (Cova) è incompatibile con la Val D’Agri, con i cittadini, i residenti e i territori.

Il Cova è un esperimento fallito, la VIS pone un chiaro “aut-aut”: o il COVA o la Basilicata. Nelle prossime settimane-conclude il portavoce- molto probabilmente vedremo all’opera i professionisti del “tuttappostismo”, tutti in fila per minimizzare, declassare o addirittura confutare le evidenze dello studio. Non si perda più tempo: la Basilicata e i suoi cittadini sono allo stremo!”