Scandaloso. La Regione Puglia e l’Arpa non hanno verificato le prescrizioni sulla Tap. Perché? foto

Il Governo ha così ricondotto a sé i controlli. E adesso? Intanto Renzi va in Puglia a parlare di un piccolo e necessario tubino, e a dire che non si deve polemizzare sulle trivelle

Secondo il Ministero dell’Ambiente i gasdotti verso l’Italia “rivestono carattere di interesse strategico” sono una “priorità a carattere nazionale”, sono di “pubblica utilità”, e addirittura hanno carattere “indifferibile e urgente”.

Il Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto sopranominato TAP fa parte di questa serie di lavori.

Il gas partirà dall’area del Mar Caspio e arriverà  in Europa.  L’allaccio iniziale sarà dal Trans Anatolian Pipeline, al confine fra Grecia e Turchia, si passerà poi in Grecia, Albania e finalmente si arriverà in Italia, dove il gas sarà immesso nella rete nazionale.

La parte italiana di tale gasdotto si snoda per 45 chilometri in mare Adriatico prima e in terra ferma a Melendugno, in provincia di Lecce. Percorrerà poi altri 8 chilometri in Puglia prima di arrivare alla rete nazionale.

Il consorzio che costruisce la TAP si chiama TAP-AG e appartiene alla British Petroleum per il 20%, alla SOCAR, la ditta di stato petrolifera dell’Azerbaijan, per il 20%, alla SNAM italiana per il 20%, alla Fluxys del Belgio per il 19%, alla Enagás di Spagna per il 16% e alla Axpo di Svizzera per il 5%.

La sede centrale della TAP-AG è a Baar in Svizzera; ci lavorano 200 persone. Il suo ruolo è solo di trasportare gas verso l’Italia, non di produrlo o di commercializzarlo.

In Italia, il permesso per la realizzazione della TAP è stata accordata nel 2014. Come parte del progetto approvato nel 2014, ci sono tutta una serie di prescrizioni: è compito dell'”ente vigilante” controllare che queste prescrizioni siano eseguite correttamente. Alcune sono affidate alla regione Puglia, altre all’ISPRA, altre al Ministero dell’Ambiente.

Ma la Regione Puglia e l’Arpa danno forfait (Continua nelle pagine seguenti)