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Varoufakis, un Ulisse che ha fatto arrossire gli ospiti dell’Annunziata

Ospite della trasmissione in onda su Rai Tre, insieme a Letta e De Bortoli

Una luce in “1/2 h con Lucia Annunziata” si è accesa durante l’ultimissima intervista. Ospite Varoufakis, vero protagonista morale di un programma che appare generalmente preconfezionato, di parte, in onda su Rai3.

Il politico della sfortunata Grecia appare di una energia e di una positività insospettabili in chi ha dovuto subire mortificazioni, alla ricerca di soluzioni utili per il popolo che rappresenta. Sinora impossibili da conseguire.

Tra poco verrà in Italia con l’intento di comunicare con persone, più che con partiti, motivate a riconquistare quel respiro di libertà perduto. Per una nuova Europa!

Uno spirito che ricorda i poeti romantici, pronti a partire per combattere là dove si era perduta la libertà, a costo di morire. O un vero eroe greco, dalla prestanza fisica ben visibile e dalle qualità di un novello Ulisse, instancabile, invincibile. Stupenda questa riproposizione, questo risveglio dal sapore bellico, ma soprattutto morale.

Un Ulisse, poi, molto preparato in Storia. Chi degli ospiti avrebbe citato Roosvelt, in merito ai diritti dei lavoratori?

Presenti Letta, dalla parola bella e ripetitiva, De Bortoli, abile dispensatore di sorrisi di sufficienza, in mancanza di contenuti. Presente anche una giornalista che nulla ha a che vedere con costoro perché assai esperta di economia, educata anch’ella nel rispondere ai commenti sciatti e frettolosi degli altri

Non abbiamo fatto una bella figura come italiani in questa intervista: la giornalista si è inventata di aver letto l’ultimo libro dell’eroe greco “My battle with Europe’s deep establishment” e questo è venuto fuori da un concetto che ha azzardato, citando il libro, che non c’entrava niente.

L’ospite greco, intelligente, preparato, attento, l’ha educatamente rimbeccata facendole notare che lei il libro non l’aveva letto. E glielo ha spiegato. In inglese, opportunamente tradotto perché lei non lo conosce.

Per fortuna stavolta la signora non ha potuto pestare l’acqua nel mortaio, come fa sempre. Grazie a Yanis Varoufakis.

Maria Teresa D’Aiuto