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Campagna delle castagne 2017, Cia: Scongiurate le preoccupazioni

Le condizioni climatiche hanno creato stress ai castagneti ma la qualità e la quantità sono più che soddisfacenti

Il 2017 è da ricordare come un “ anno orribile” della castanicoltura. Fortunatamente le castagne, pur se a macchia di leopardo nelle diverse aree della Basilicata, raggiungono quantità e qualità più che soddisfacenti.

Non a caso la Cia Basilicata – sottolinea – come le sagre dei giorni scorsi dedicate alla castagna e quelle in programma per il fine settimana rinnovano la passione dei cittadini, in buona parte provenienti dalle regioni limitrofe, per il prodotto “simbolo” della stagione autunnale e attrattore di turismo eno-gastronomico.

Le condizioni climatiche – aggiunge la Cia nella nota – hanno creato stress anche ai castagneti, soprattutto nelle zone più asciutte, con sofferenza della vegetazione e ricci di minori dimensioni. Ma, soprattutto per i castanicoltori lucani-meridionali, dopo anni di resa bassissima (sotto le 25mila tonnellate), la raccolta dovrebbe, quest’anno, complessivamente migliorare.

«Dopo l’infestazione del cinipide – osservano i produttori del Melfese associati alla Cia – abbiamo una castanicoltura più debole, vulnerabile, dove non si ha più né certezza né stabilità della produzione. Prevediamo una situazione meno critica, e dobbiamo anche fare i conti con la forte pressione del prodotto estero, con ingresso notevole di castagne provenienti da Spagna, Portogallo, Turchia, Albania. Solo nell’ultimo triennio le importazioni sono aumentate del 74% e nel 2015 ha più che doppiato l’export italiano».

La Cia di Melfi-Vulture rinnova le sue “storiche” proposte e crede che per i castanicoltori è necessario stabilire maggiori rapporti sinergici tra produttori, operatori commerciali, enti ed istituzioni.

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