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Capo di Gabinetto del Mise, il lucano Somma incompatibile e in conflitto di interessi foto

La questione sollevata dal M5S in un'interrogazione al Ministro Calenda

Incompatibilità e conflitto di interessi”. È il sospetto avanzato in un’interrogazione parlamentare del M5S, a firma del senatore Gianni Girotto, sul nuovo capo di Gabinetto del Mise (Ministero Sviluppo Economico), Ernesto Somma, in relazione a precedenti incarichi di Somma per il consorzio Tap e per il suo ruolo di azionista in una società, la Finpar Spa, che a sua volta è tra gli azionisti della Tecnoparco Valbasento spa di cui è amministratore delegato Michele Somma, fratello del nuovo capo di gabinetto del Mise.

La Tecnoparco, con sede a Pisticci, in provincia di Matera, è tra le imprese impegnate nello smaltimento dei liquidi del Cova di Viggiano, finita, con Eni, nell’inchiesta su un presunto traffico illecito di rifiuti. Inchiesta poi sfociata in un processo in cui sono coinvolti il presidente e il direttore tecnico di Tecnoparco, Nicola Savino e Domenico Scarcelli.

Gianni Girotto (M5S), con altri senatori del suo gruppo, ha chiesto quindi al ministero dello Sviluppo Economico una verifica sulla nomina di Somma a Capo di Gabinetto.

Nella sua carriera professionale, riporta l’interrogazione, Somma ha ricoperto numerosi incarichi nell’ambito delle attività industriali relative al settore dell’energia degli idrocarburi, una situazione che “ad avviso degli interroganti, appare incompatibile con la delicatezza dell’incarico ministeriale affidatogli”.

Il ministro Calenda, interpellato da Il Fatto Quotidiano, che nei giorni scorsi si è occupato della vicenda in un articolo, ha dichiarato di non essere al corrente della partecipazione societaria del Capo di Gabinetto Somma alla società Finpar. 

“Quando il ministro è stato informato-scrive Il Fatto- ha chiesto a Somma di cedere immediatamente le quote”.

“La cessione- ha dichiarato Somma al giornale diretto da Marco Travaglio-sarà perfezionata entro pochi giorni- aggiungendo- Non ho detto niente perché la legge non prevedeva che dichiarassi anche le partecipazioni”.