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Fonti rinnovabili, imbarazzo per gli insuccessi della Regione Basilicata

Gli operatori del settore: "Pittella e Pietrantuono definiscano una Strategia energetica regionale"

A nome degli imprenditori e tecnici del settore delle rinnovabili, voglio precisare la posizione degli operatori tecnico-economici del settore delle rinnovabili in Basilicata rispetto alla deliberazione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge regionale numero 21 del 2017 tesa a modificare e integrare alcuni elementi della vigente normativa inerente gli impianti da energia rinnovabile definiti Mini Eolico.

Avevamo ampiamente previsto questa impugnativa e se da un lato non possiamo nascondere un senso di soddisfazione per una possibile normalizzazione nel settore, dall’altro lato viviamo con grande imbarazzo questo ripetersi di insuccessi per l’amministrazione regionale che nell’ultimo anno sul tema delle rinnovabili e della tutela del paesaggio è spesso approssimativa e soccombente.

La Legge regionale 21/2017 riprendeva buona parte delle disposizioni previsti nelle DGR 175/2017 e 284/2017 già impugnate davanti al Tar Basilicata e annullate dallo stesso Tar.

Il percorso della Legge Regionale 21/2017 è stato rapidissimo, con un’approvazione effettuata in circa un mese con convocazioni straordinarie sia del Consiglio Regionale che della Terza Commissione Consiliare, come se la produzione di energia da fonte rinnovabile in impianti di piccola taglie fosse più inquinante e pericolosa per la comunità regionale rispetto alla gestione dei rifiuti, all’estrazione di Idrocarburi, alla protezione dei bacini e delle falde acquifere, agli impatti sulla salute dei cittadini.

Una accelerazione legislativa giustificata dalle esigenze dei cittadini, un testo quasi fotocopia delle DGR già annullate dal TAR, senza alcun confronto a livello istituzionale con gli operatori del settore, ma una banale caccia alle streghe che porterà ad un nulla di fatto.

Scelte fatte non per il bene dei cittadini e delle comunità, bensì per le esigenze elettoralistiche di qualche politico locale che, non essendo stato in grado di governare a tempo debito le vicende del minie olico nella sua città, oggi si erge a censore cavalcando e fomentando i cittadini organizzati in comitati per difendere una manciata di voti, rifuggendo il confronto oggettivo con gli stakeholders coinvolti.

Leggiamo sui quotidiani locali di sabato che l’Assessore all’Ambiente ed Energia Pietrantuono preannuncia il ricorso alla Corte Costituzionale sulla base del fatto che non si comprende se la scelta di regolamentare il grande eolico non possa valer anche per il mini eolico.

Queste affermazioni potrebbero essere accettate se formulate al bar o in Piazza Prefettura, ma unassessore regionale non può esprimersi in questo modo su un tema così delicato, come se non conoscesse pienamente il perimetro delle competenze della regione.

Tecnici, imprenditori, maestranze, tutti gli operatori lucani del settore delle rinnovabili sono convinti della necessità di provvedere ad una regolamentazione delle attività connesse alla realizzazione e all’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nel rispetto della collettività e dell’ambiente per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e per la sicurezza, il benessere delle persone, il corretto utilizzo delle risorse e la qualità della vita.

La tutela del paesaggio e la salvaguardia dell’ambiente e della salute non significano solo impatto visivo, ma anche qualità dell’aria, protezione del suolo e del sottosuolo, tutela delle acque e utilizzo razionale e consapevole delle risorse.

La tematica energetica ha assunto sempre maggiore rilevanza nell’agenda politica ed economica globale e locale e nel dibattito intorno allo sviluppo sostenibile, date le sue strette interrelazioni con il sistema economico e sociale e i suoi impatti sull’ambiente e sulla salute.

Nel corso del tempo si è determinata una sempre maggiore attenzione verso un uso razionale delle risorse energetiche. Sempre più necessario, inoltre, incentivare il ricorso alle fonti di energia rinnovabile, in particolare per l’Italia che si caratterizza per un’elevata dipendenza energetica dall’estero connessa al consumo di fonti fossili.

Il quadro europeo per il clima e l’energia 2030 fissa tre obiettivi principali: la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica.

La nuova Strategia Energetica Nazionale, punterà a progredire verso la realizzazione di un’economia a basse emissioni di carbonio e a costruire un sistema che riduca la dipendenza europea dalle importazioni di energia, crei nuove opportunità di crescita e posti di lavoro e apporti anche benefici sul piano dell’ambiente e della salute, ad esempio riducendo l’inquinamento atmosferico.

La Regione Basilicata sta puntando alla realizzazione di un’economia a basse emissioni di carbonio anche grazie ad interventi di efficientamento energetico e produzione da fonti rinnovabili anche a valere sui fondi Fesr e Fsc.

In uno scenario di questo tipo, da un lato si dice di voler puntare decisamente sulle rinnovabili e dall’altro si fa di tutto per inibire e ostacolare gli interventi di piccola taglia (piccoli fotovoltaici, minieolici, miniidro, piccoli impianti a biomassa) che sono quelli che vedono maggiore ricaduta economica e ambientale sul tessuto locale.

Per questo invitiamo il presidente Pittella e l’assessore Pietrantuono ad un cambio di passo nella politica energetica regionale, alla definizione di una Strategia Energetica Regionale.

Suggeriamo di pensare al futuro della Basilicata attivando percorsi virtuosi di governance e pianificazione (Piano Energetico, Piano Paesistico, ecc.) nel confronto con le parti interessate e di non farsi “tirare per la giacchetta” da chi, approfittando del proprio ruolo istituzionale cerca scorciatoie e forzature procedurali inusuali, promuovendo azioni contro il settore delle rinnovabili non per il bene della comunità ma per il proprio tornaconto elettorale.

Il mondo delle rinnovabili lucane continuerà a vigilare sulle attività rimane a disposizione di istituzioni e cittadini, di amministratori e parti sociali per un vero confronto tecnico ed economico sulle scelte da compiere per lo sviluppo integrato ed ecosostenibile della nostra cara Basilicata.

Carmen Galgano associazione AME Basilicata