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Lavoratrici mandate a casa dopo 20 anni di servizio alla mensa scolastica di Filiano

La Filcams Cgil chiede intervento urgente del sindaco

La Filcams Cgil di Potenza, a seguito dell’incontro avuto al Comune di Filiano con il sindaco e l’azienda Leucos, denuncia la grave situazione in cui versano le lavoratrici addette alla mensa scolastica.

La Leucos, affidataria diretta del servizio a partire dal 2 ottobre 2017 al 31 dicembre 2017, applica il contratto Cisal, sindacato autonomo non rappresentativo,  che toglie ogni tutela e diritto ai lavoratori.

Il contratto, infatti, fortemente a ribasso, prevede uno stipendio la cui riduzione è pari a un terzo di quello solitamente percepito, ovvero un euro all’ora in meno su un compenso già di per sé irrisorio che si aggira intorno ai 300 e 400 euro mensili.

A ciò si aggiunge tutta una serie di ulteriori elementi fortemente penalizzanti, come il mancato pagamento della quattordicesima mensilità. Si tratta di lavoratrici part time, con contratti di 10 ore settimanali, spesso monoreddito.

“Una situazione inaccettabile – afferma Pasquale Paolino, segretario generale della Filcams Cgil Potenza-che si è aggravata ulteriormente con la scelta dell’azienda che, in accordo con il Comune, ha licenziato le addette che da venti anni prestano servizio alla mensa scolastica di Filiano e che da oggi rimarranno a casa a favore di nuovi assunti a tali condizioni.

L’azienda, infatti, ha posto i lavoratori di fronte a un out – out tra l’assunzione alle condizioni previste dal contratto Cisal e il licenziamento, situazione poi verificatasi.

Siamo di fronte a una situazione di estrema gravità che la Filcams Cgil non può né tacere né accettare. Chiediamo al sindaco di Filiano -conclude Paolino- di intervenire con urgenza non solo al fine di ottenere la riassunzione degli addetti alla mensa in virtù del riconoscimento dell’anzianità degli anni di servizio acquisiti e svolti con puntualità e professionalità ma nel rispetto delle regole vigenti e dei diritti dei lavoratori, salvaguardando anche la qualità del servizio che a tali condizioni verrebbe inevitabilmente compromessa”.