Nella scuola primaria di Baragiano con la Pigotta Unicef si cresce giocando foto

A turno i bambini di tutte le classi hanno lavorato con i nonni e si sono divertiti ad imbottire, disegnare, colorare.

La scuola primaria di Baragiano ha accolto l’invito del presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza Mario Coviello e partecipa alla campagna Pigotta Unicef 2017.

Da 19 anni Unicef Italia chiede a scuole, centri sociali e aggregativi, centri anziani, a tutte le persone di buona volontà di creare pigotte, le bambole di pezza che fanno parte ormai del vissuto affettivo di molte generazioni.

Mario Coviello ha portato a scuola sagome, ovatta, cartamodello, un dvd con i video per cucire e riempire di ovatta le bambole, creare i capelli con la lana, e disegnare i volti ( tutti questi materiali sono disponibili su youtube con la dicitura “ pigotta unicef”).

Anna Astolfi, Beatrice Tonto, Filomena Sansone, Ennio Galizia e Maria De Cesare, invitate dalla coordinatrice Angiola Figliuolo, hanno portato da casa una macchina da cucire, filo, stoffe, lane, hanno preso posto al primo piano della scuola e hanno cominciato a cucire le pigotte.

A turno i bambini di tutte le classi hanno lavorato con i nonni e si sono divertiti ad imbottire, disegnare, colorare. Il gioco ha un ruolo molto importante nello sviluppo psicologico, fisico e sociale dei bambini.

Attraverso le attività ludiche si stimolano la fantasia, la creatività, la socializzazione, lo sviluppo motorio, la consapevolezza e la conoscenza di sé, inoltre si facilita l’elaborazione, la comprensione e il contenimento delle proprie emozioni, alleviando le tensioni e le paure.

Il bambino cresce e impara le competenze che gli saranno utili nella vita osservando il mondo attorno a sé e in particolare imitando le azioni e i comportamenti a cui gli adulti dedicano maggior cura.

Con pazienza i nonni guidano i piccoli che finalmente usano le mani e non solo il touch dell’ i-phone. E’ importante e naturale che un bambino, maschio o femmina che sia, voglia giocare con le bambole, prendersene cura, vestirle e cucinare per loro.

Attraverso questa azione egli elabora e prende maggior consapevolezza di ciò che in modo amorevole gli viene dato.

La bambola, o il pupazzo o talvolta persino un lembo di lenzuolo, è quell’amico che si può portare sempre con sé e che fa compagnia anche quando la mamma o il papà non sono lì a rassicurare e rasserenare. Rappresenta un legame forte e molto reale che permette al bambino di essere traghettato attraverso le paure, le fatiche e le prove quotidiane.

La pigotta diventa così molto più di un semplice oggetto, è capace di tranquillizzare, incoraggiare, coccolare ma allo stesso tempo rappresenta anche un mezzo verso cui scaricare la rabbia e l’aggressività senza il timore di esserne tradito. Il bambino è consapevole che è li per lui, a sua disposizione finché lo desidererà.

Appena le pigotte sono completate i gruppi di bambini danno loro il nome, compilano la loro carta d’identità e molti le adottano con 20 euro che l’Unicef utilizzerà per salvare la vita di un bambino meno fortunato che non ha vaccini, acqua, cibo, istruzione.

Tutti insieme infine si divertono a guardare i cartoni animati “Le avventure della pigotta” ( anch’essi disponibili su youtube sempre scrivendo “ pigotta unicef” ) che porta le medicine ad Alì in Pakistan, costruisce una scuola a Flor in Perù, una casa a Rose….

Mario Coviello, presidente Comitato Provinciale UNICEF Potenza