Il partito socialista lucano campione nell’occupazione delle poltrone

Rosa (FdI-An): Con un candidato eletto consigliere, se ne occupano tre: assessorato, dirigenza dell’Asi e consigliere in Regione

Per comprendere il basso livello toccato dalla politica lucana del centrosinistra non ci vuole poi molto. Bastano alcune considerazioni sullo spettacolo indegno offerto in questi giorni da una delle stampelle del Governo Pittella: il partito socialista.

L’avvicendamento sullo scranno di consigliere, con le dimissioni di Pietrantuono oramai assessore, era stato descritto dal segretario del partito come un sacrificio per il bene dei cittadini: non si può ricoprire due ruoli, quello di assessore e di consigliere regionali, e farli bene entrambi. Un intento nobilissimo che però, nei fatti, si dimostra l’ennesimo accattonaggio di poltrone.

Se così fosse, ovvero se lo scopo del trenino Psi fosse quello di garantire che le istituzioni funzionino a pieno regime e bene, Valvano ci deve spiegare come sia possibile ricoprire contemporaneamente i ruoli di assessore di un Comune e di amministratore unico dell’Asi.

O forse fare l’amministratore di uno degli enti più dissestati della Regione non richiede la completa attenzione di chi lo dirige?

La vera intenzione del Partito socialista lucano è, invece, occupare quante più poltrone possibili: con un candidato eletto consigliere, se ne occupano tre: Assessorato, Dirigenza dell’ASI e posto da Consigliere in Regione. Un ‘tre per uno’ in salsa lucana.

Entro venti giorni sapremo chi l’avrà vinta per lo scranno di Consigliere. Ci sono, infatti, delle incompatibilità di chi subentra a Pietrantuono che devono essere superate: non si può ricoprire la carica di Consigliere regionale, Amministratore dell’ASI e Assessore comunale contemporaneamente.

Ma poiché nella politica amorale del centrosinistra non si fa nulla per nulla: la rinuncia del primo dei non eletti deve essere garantita dal mantenimento delle poltrone, nello specifico quella dell’ASI.

Infatti, appena nominato Assessore, Cifarelli espresse la volontà di chiudere il Consorzio, vero e proprio Ente succhia soldi.

Ma adesso che il trenino socialista si è bloccato, tutto potrebbe essere rivisto. Tra venti giorni, quindi, non solo sapremo il nome del Consigliere regionale socialista subentrante ma anche quale destino aspetta l’ASI.

È oramai una legislatura allo sbando. Politica con la P maiuscola, buon andamento dell’Amministrazione, spending review, tutto viene sacrificato sull’altare del tipico poltronismo da vecchia Repubblica.

È uno spettacolo indegno. Se questa è la politica che decide non ci meravigliamo dei risultati dell’ultima indagine Istat sul fenomeno corruttivo: siamo primi per corruzione e voto di scambio.

In Basilicata, i diritti dei cittadini diventano favori. Per ottenere un favore devi chiedere a chi decide. Ed ecco che la corsa alle poltrone diventa vitale per chi senza questo sistema non conterebbe nulla.

È mortificante e degradante. In Basilicata ci siamo arenati al sistema feudale, in cui il destino di molti era in mano ai capricci di pochi. Oggi sono i socialisti, domani i Pittelliani e dopodomani chissà di chi.

Questa è una classe politica che ci fa vergognare di essere lucani.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale