Pieno sostegno allo sciopero dei medici di guardia

"Non vorremmo che questa vicenda fosse figlia di una strategia tendente a mettere in discussione il secondo livello di contrattazione". Romaniello sulla protesta contro il recupero delle indennità

Lo sciopero di domani, proclamato dai medici della continuità assistenziale, è la giusta risposta a chi, Regione e Aziende sanitarie, ha deciso di avviare l’azione di recupero delle somme che i medici avrebbero percepito illegittimamente, sulla base delle contestazioni fatte dalla Corte dei Conti.

Bene avrebbero fatto, invece, a strutturare un’adeguata nota di riscontro alle osservazioni della Corte e difendere un accordo di secondo livello sottoscritto fra Regione e Sindacati, previsto dal CCNL, che regolamentava prestazioni aggiuntive e riconosceva la condizione di disagio in cui hanno operato per tanti anni i medici.

In subordine, ipotizzare un confronto puntuale con la Corte ai fini di condividere un percorso che consenta di riconoscere ai medici le indennità per i servizi prestati.

Non vorremmo che questa vicenda fosse figlia di una strategia tendente a mettere in discussione il secondo livello di contrattazione, previsto dal CCNL, considerato che la stessa problematica sta emergendo anche in altre regioni.

E’ comprensibile che la Regione abbia deliberato per sospendere i termini di prescrizione. Incomprensibile, invece, che le ASL abbiano immediatamente avviato le procedute per il recupero coattivo delle indennità pregresse, per circa 18 milioni di euro.

La Giunta avrebbe fatto bene ad aprire subito un tavolo con le OO.SS. per rivedere i punti dell’accordo integrativo vigente e confermando, in questo modo, la volontà di garantire il prosieguo dei servizi aggiuntivi ai cittadini finora svolti dai medici di continuità.

Il tema della integrazione dell’attività dei medici di continuità assistenziale con il servizio di emergenza/urgenza non è più rinviabile, anche alla luce di quanto sta accadendo, al fine di realizzare la necessaria razionalizzazione e garantire parità di accesso al diritto alla salute da parte di tutti i cittadini, al di la della loro residenza, rispetto ai centri di pronto soccorso attivo.

E’ singolare che mentre si discute del Piano sanitario affermando che bisogna potenziare la medicina del territorio, contemporaneamente  si afferma che nulla si modificherà rispetto all’attuale rete ospedaliera , pertanto non si comprende come si realizzerà l’obiettivo di destinare il 55% delle risorse della sanità al territorio e il 45% agli ospedali. di viaggiare sulle nostre strade.

Giannino Romaniello, consigliere regionale Basilicata