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Ma l’amore c’entra? Gli uomini violenti si raccontano in un docu-film

Sarà proiettato a Montalbano Jonico in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Dopo il successo all’anteprima del 3 novembre alla Festa del Cinema di Roma, il film documentario Ma l’amore c’entra? prosegue il suo percorso a Montalbano Jonico, con un doppio appuntamento sabato 25 novembre 2017.

Le proiezioni si terranno alle ore 10.30 all’I.S.I.S. “Pitagora”, in piazza Livorno, 2 alle 17.00 nell’Aula Magna I.C. “Nicola Fiorentino”, in viale dei Caduti

L’evento, che rientra nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, ha il patrocinio del Comune di Montalbano Jonico e sarà introdotto dal saluto del sindaco, Piero Marrese e dell’Assessore alle Politiche Sociali, Ines Nesi.

Dopo la proiezione, la regista Elisabetta Lodoli incontrerà il pubblico. Interverranno Salvatore Gentile, Dirigente Psicologo presso il Distretto Sanitario di Policoro e Jolanda Silvestro, Responsabile Servizio Sociale Comune di Montalbano Jonico. Modera Marika Nesi, giornalista.

Il film. Paolo, Luca e Giorgio sono tre uomini normali, diversi per età, origine e carattere, legati da un problema comune: hanno compiuto atti di violenza contro le loro compagne pur non essendo mostri, né malati, né assassini. Le loro vite si sono incrociate in uno stesso luogo, quello in cui hanno cercato aiuto per cambiare: il centro LDV (Liberiamoci dalla Violenza) dell’Azienda Usl di Modena.

Nel film Ma l’amore c’entra?, dunque, per la prima volta sono gli autori di violenza nelle relazioni affettive a raccontarsi alle donne. La regista Elisabetta Lodoli, la sceneggiatrice Federica Iacobelli e la produttrice esecutiva Roberta Barboni hanno raccolto le testimonianze dei tre protagonisti nell’arco di due anni. Il film non è però la storia di un trattamento terapeutico; piuttosto è una riflessione sull’educazione sentimentale e sugli stereotipi culturali, sulla differenza uomo-donna e sulle gabbie culturali in cui ancora ci chiudiamo.