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Operai forestali: “Siamo vittime dello scarica barile tra Regione e sindacati”

Senza retribuzione dal mese di agosto. Presi in giro da una politica matrigna che su queste persone è convinta, e spesso ci riesce, di poter racimolare consensi elettorali

Non vengono pagati da agosto gli addetti alle Vie Blu. La situazione che stanno vivendo gli operai  idraulico-forestali del progetto della Regione Basilicata non è una novità.

L’avvio dei cantieri ogni anno è incerto. Le giornate da fare? Incerte anche quelle. Su questo si alimentano gli slogan di una politica matrigna che su queste platee è convinta, e spesso ci riesce, di poter racimolare consenso elettorale.

In mezzo però ci sono persone, madri e padri di famiglia, per cui spesso l’unica fonte di reddito arriva proprio da quel lavoro incerto. E tra questi operai ci sono quelli in forza al Consorzio di Bonifica che operano nei cantieri di Ferrandina.

Vogliono far sentire che ci sono, che anche loro hanno diritto di parola e di vita.  Questi uomini e queste donne affidano il loro sfogo a una lettera aperta, scritta a mano, distante dalla forma spesso pomposa dei tanti comunicati stampa che riceviamo, pieni di promesse.

“Vogliamo palesare tutti i nostri problemi che ci trasciniamo dietro dal 2008- scrivono- Vogliamo porre alla vostra attenzione un ritardo abitudinario nel pagamento delle spettanze che lascia intere famiglie nella difficoltà economica più dura. Vogliamo urlare al mondo intero che ci siamo imbattuti, e continuiamo a imbatterci nel classico “scarica barile” tra Regione e sindacati”.  Sono diretti nell’esposizione.

“Le nostre problematiche sono riconducibili quasi esclusivamente a fattori climatici per via del ritardo di avvio dei cantieri. E così abbiamo difficoltà a fare le 150 giornate previste, non avendo neanche la possibilità, se ci ammaliamo, di poter recuperare le giornate”. E se il numero delle giornate è strettamente legato a quanto guadagnerai a fine mese la questione diventa rilevante.

“Altro aspetto che vogliamo evidenziare-aggiungono- è la modifica della paga base, per difetto. Ognuno di noi si è visto privare di un diritto acquisito negli anni, ma ogni nostra richiesta di delucidazione è stata puntualmente ignorata sia dal datore di lavoro che dalle sigle sindacali”.

“Nel contratto nazionale idraulico forestale-spiegano-è previsto un quinto della benzina equivalente al rimborso chilometrico giornaliero. A noi vengono applicate fasce al di sotto,  ridicole, col tacito accordo dei sindacati. Per concludere vogliamo denunciare fortemente un iter burocratico tortuoso e lentissimo che lascia molti aspetti oscuri.

“Ognuno di noi-lamentano- ha la netta sensazione di essere deriso e perso in giro. Insultano la nostra intelligenza, dando per scontato che un operaio forestale è ignorante e ingenuo. Non hanno messo in conto che siamo gente forte e determinata.

Per questo chiediamo di partecipare al tavolo delle trattative in prima persona senza mediazione. Solo in questo modo potremmo veramente dar vita ad un percorso trasparente che fino ad oggi è mancato”.