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Ciao Marco, buon 2018

"E poi ci sono gli ultrà, quelli che fanno politica da oltre quarant’anni, che dicono sempre di volere tornare a casa ma non lo fanno mai, che dicono di essere liberi ed uguali, senza specificare a chi sarebbero uguali"

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Quando con la rivoluzione di ottobre del 1917 il popolo russo si liberò della cappa di piombo costituita dalla monarchia e dall’aristocratica nobiltà, lo stesso mai e poi mai avrebbe immaginato che circa un secolo, dopo a quella  forma di potere,assolutamente antidemocratica, ne sarebbe subentrata altra, ancora più reazionaria, costituita dalla consolidata “burokratia” del partito comunista sovietico, con in testa l’ottimo Mr. Putin. Invero anche i francesi, qualche secolo prima, dopo avere tagliato la testa al loro re Luigi XVI,scelsero o forse furono scelti dal grande Napoleone Bonaparte per diventare il popolo del Nuovo Impero di Francia,con a capo altro “campione” della democrazia.

A ben leggere la storia degli ultimi due secoli insegna che in Europa la democrazia, quella vera è rimasta spesso solo e sempre una parola ambiziosa ma pur sempre una parola, priva di qualsiasi reale ed effettiva attuazione.

A proposito di democrazie dimenticavo di indicarvi la celebre recente “democrazia tedesca”, che pure aveva avuto come capo un altro “campione” rappresentato dal celebre zio Adolfo Hitler. E perché non ricordare “la democrazia fascista” del celebre Benito. E il futuro, quello che investighiamo puntualmente con la fine di un anno e l’inizio di quello nuovo, cosa ci riserva? Ancora altri miracoli di democrazia dichiarata e repubblicana oppure forme mummificate di monarchia costituzionale,per intenderci di tipo angolosassone o olandese? Oppure avremo forme evolute di potere come quello spagnolo,che è specializzato nel reprimere le legittime aspirazioni  di indipendenza del popolo di Catalogna?

Certo  è che abbiamo nella vicina-lontana America del Nord un sicuro faro ed esempio di libertà e democrazia, cui ispirarci e fare riferimento, se solo volgiamo lo sguardo alla figura del biondissimo Trump in doppiopetto, che sembra uscita dalle bellissime e famose vetrine dei magazzini Lafayette,dove era stato ospitata insieme a tanti altri manichini del stesso genere. Ma in assenza di questi esempi di palese “democrazia”, potrebbe ugualmente l’Italia sperare in futuri governi democratici, di ispirazione egualitaria? A leggere i programmi di qualche schieramento che va per la maggiore, la risposta non potrebbe che essere negativa.

In effetti scartabellando, leggendo,analizzando cercando,esplorando non siamo riusciti a trovare in nessuno  di questi programmi nulla di serio con riferimento alle migliaia di morti di fame ,ai milioni di detenuti privi di qualsiasi reale forma di assistenza, alle centinaia di ammalati relegati in povere abitazioni di fortuna,ai milioni di disoccupati vittime della “globalizzazione” e dell’insipienza di non poche classi di potere e di governo, troppo occupate nel tentativo di apparire una piu brava dell’altra per dedicare la residua attenzione a chi giorno dopo giorno muore per inedia. Ci sono poi quelli che dibattono sul se e come candidare eventuali soggetti indagati, dando risposte alterne a seconda che il giorno della settimana sia pari o dispari.

E poi ci sono gli ultrà, quelli che fanno politica da oltre quarant’anni, che dicono sempre di volere tornare a casa ma non lo fanno mai, che dicono di essere liberi ed uguali, senza specificare a chi sarebbero uguali, mentre l’ex Pm Ingroia canta “le lodi” del suo maestro Grasso, indicandolo come chiaro esempio di campione della democrazia e della “non politicizzazione” della magistratura.

E infine il grande Silvio, che come al solito promette tante belle cose, senza lasciarci sperare almeno per un momento nella realizzazione  di almeno una di quelle promesse già reiterate, come ad esempio quella di fare una riforma seria del pianeta giustizia, riforma annunciata dal grande Silvio e mai realizzata o tentata, nonostante la nota titolarità di maggioranze schiaccianti nel Parlamento dell’epoca. Come vede il 2018 si presenta come l’anno della “svolta, del cambiamento, della novità, del miglioramento”, con tanti schieramenti pronti ad assumere il governo del Paese e a dare attuazione alle secolari promesse disattese. Ciao Marco, buon 2018.

 

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