Nasconde un chilo di cocaina nel vano motore dell’auto foto

Un 42enne albanese arrestato dalla Guardia di Finanza sul tratto autostradale tra Lagonegro e Lauria

Nella tarda mattinata di oggi 13 dicembre, una pattuglia della Compagnia della Guardia di Finanza di Lauria, in servizio di perlustrazione per la repressione dei traffici illeciti, ha individuato, in un’area di sosta lungo il tratto autostradale dell’A2 del Mediterraneo, tra gli svincoli di Lagonegro Sud e Lauria Nord, un’auto sospetta.

Durante il controllo, il conducente e unico occupante del mezzo, un cittadino albanese di 42 anni, in un primo tempo dimostratosi tranquillo ed impassibile, ha cercato di fornire ai militari indicazioni rassicuranti circa le circostanze del suo viaggio, salvo poi fornire versioni differenti sulla sua provenienza e destinazione.

I finanzieri hanno così deciso di approfondireil controllo procedendo ad un’accurata ispezione dell’abitacolo, del vano bagagli e del vano motore. Proprio in questa parte del mezzo è stato individuato il nascondiglio di un significativo quantitativo di cocaina.

Attraverso un’artificiosa modifica dell’alloggiamento della batteria di alimentazione, era stata ricavata un’intercapedine utilizzata per il nascondere la droga.

Il pacco contenente la cocaina, non individuabile da una sommaria ricognizione visiva del vano motore, era stato avvolto in un involucro in plastica per sottovuoto, una pellicola in cellophane ed, esternamente, in un sacchetto in plastica. La confezione era impregnata di una sostanza gelatinosa, probabilmente dentifricio.

Tali modalità vengono di norma adottate per tentare di limitare la possibilità di scoperta da parte delle unità cinofile.

La cocaina alle prime analisi ha evidenziato un grado di purezza dell’80%.  Gli investigatori, ritengono, pertanto, che se ne sarebbero potute ricavare circa 5000 dosi per la vendita al dettaglio, con un ricavo compreso tra euro 50.000 e 60.000. Il valore all’ingrosso si aggira intorno ai 30-35 mila euro.

L’uomo è stato arrestato e accompagnato nel carcere di Potenza.