Sgomberato il Csoa Anzacresa di Potenza dall’ex Palestra Coni

"Tornerà nel suo stato di degrado e abbandono?" Se lo chiedono i collettivi di giovani che avevano occupato lo stabile oltre un anno fa

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Ieri 13 dicembre, dopo 1 anno e 3 mesi di occupazione, è stato sgomberato il Csoa Anzacresa di Potenza. Ricordiamo che i collettivi Potenza Ribelle e Controra avevano occupato l’ex palazzetto Coni di Montereale, ormai abbandonato in uno stato di degrado, per “restituire alla cittadinanza un luogo di produzione culturale e politica, di aggregazione ed attività”.

L’ex palestra Coni è il simbolo di decenni di politiche di male gestione della cosa pubblica cittadina e regionale. Inaugurato nel 1967, è stato il punto di riferimento di tante generazioni dove si praticavano molti sport: pallavolo, basket, pugilato, ecc. Nel 2008 ha chiuso i battenti e nessun progetto concreto e reale dell’amministrazione ha concesso di nuovo la sua riapertura.

L’Anzacresa – nome dato all’ex Coni – ha proposto e messo in pratica, in questi 15 mesi, tante attività sociali e culturali: musica, mostre, arte, convegni, assemblee, manifestazioni, ecc.

«Era un’eventualità – dichiara l’Anzacresa sul proprio profilo facebook – che avevamo messo in conto, non soltanto a seguito dell’ordinanza che lo preannunciava (consegnataci qualche mese prima) ma, sapevamo fin dal principio quali fossero i rischi cui andavamo incontro. Sapevamo benissimo che i percorsi di lotta vengono sempre osteggiati quando danno fastidio, quando creano del fermento in luoghi nei quali il quieto vivere è l’unica cosa tollerata e tollerabile».

«L’atto mascherato da un movente legalitario – si legge ancora – è un chiaro gesto volto a reprimere ogni tipo di dissenso. C’è una volontà da parte delle istituzioni, inquadrabile nel più ampio contesto nazionale, di eliminare ogni critica politica e movimento che, dal basso, senza compromessi, porti avanti un percorso di riappropriazione di spazi e vite attraverso l’autogestione».

«La stessa amministrazione comunale potentina, dopo aver constatato la solidità strutturale del palazzetto, ha espressamente ammesso di non avere fondi o progetti che possano rendere fruibile l’Ex Coni, che quindi tornerà inevitabilmente ad uno stato di degrado e abbandono. La città sarà intanto privata di tutte le iniziative e le attività che gratuitamente si tenevano ogni giorno nel centro sociale e che, interrotte bruscamente, lasceranno in molte/i l’amaro in bocca e la consapevolezza di dover lottare».

«La battglia – concludono – continuerà con maggiore determinazione e accresciuta consapevolezza.
Non ci fermeremo e non ci faremo intimidire da tutte le strategie repressive messe in atto contro chiunque viva di cambiamento. Consapevoli delle difficoltà che ci aspettano e forti del percorso fatto guardiamo ad un presente fatto di lotta e dissenso».

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