Quantcast

La Regione non paga i canoni di locazione dal 2009, l’Avis di Potenza sarà sfrattata

Il consigliere Romaniello presenta una mozione "per scongiurare la chiusura della sede comunale"

Il Consigliere regionale Giannino Romaniello presenta una mozione alla Giunta regionale per scongiurare la chiusura della sede dell’Avis di Potenza sottolineando che tale chiusura, causata dal mancato pagamento dei canoni di locazione da parte della Regione, causerebbe alla stessa un grave danno economico, oltre alle inevitabili ricadute sulla qualità del servizio sanitario a danno dei pazienti lucani.

Da 1990 l’Avis Comunale di Potenza e l’allora EPER (attuale ATER Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) hanno stipulato un contratto di locazione per l’utilizzo, da aperte dell’AVIS di Potenza, dei locali siti in Via Volontari del sangue di Potenza.

La Regione Basilicata, che fino al 2009 si era fatta carico degli oneri derivanti dalla locazione della sede dell’AVIS di Potenza, a partire da quell’anno non ha più pagato i suddetti costi, nonostante l’impegno preso con la firma di un accordo stipulato con l’AVIS Basilicata nel dicembre 2009.

I debiti accumulati negli anni per il mancato pagamento delle spese di locazione hanno spinto l’Ater a chiedere al Tribunale di Potenza, lo fratto dell’Avis.

La morosità accumulata negli anni, pari a circa 250.000 euro, è stata ridotta di circa 90.000 euro grazie ad un pagamento della Regione Basilicata avvenuto nel 2017, anche a seguito di una mozione approvata dal Consiglio regionale con cui si impegnava la Giunta a trovare una soluzione al problema, pagamento che è servito solo a sospendere le procedure di sfratto, rinviandone l’esecuzione al 24 febbraio prossimo.

Romaniello evidenzia che la chiusura della sede dell’Avis di Potenza porterebbe ad un aggravio di costi per la Regione Basilicata. Infatti, in assenza di un punto importante in termini di raccolta sangue come quello di Potenza, che con circa 2500 soci donatori e con una raccolta annua di circa 3500 sacche  di sangue, copre il 50% del fabbisogno dell’Ospedale San Carlo di Potenza, la Regione sarebbe costretta ad acquistare sangue dalle altre regione.

A tale riguardo si sottolinea che la Regione paga all’Avis 22 euro per ogni sacca di sangue mentre, nel caso dovesse acquistarne da altre regioni, il costo sarebbe di 180 euro a sacca, con un aggravio di spesa di euro 144 euro a sacca. A questo è necessario aggiungere che, anche grazie al contributo dell’AVIS di Potenza, fino a 3 anni fa la Basilicata era in grado di coprire completamente il suo fabbisogno ed inviava all’esterno circa 5000 sacche di sangue.

Inoltre, la raccolta di una cospicua quantità di sangue consente di non ritardare le operazioni ospedaliere, con grande beneficio non solo per i malati ma anche per le casse della regione, accorciando i tempi di ospedalizzazione, il cui costo giornaliero è di 900 euro.

Infine, un calo della raccolta del plasma porterebbe ad una rilevantissima perdita da parte della Regione in termini di risparmio di spesa sull’acquisto di farmaci. Infatti, attualmente, grazie alla raccolta di plasma effettuata dall’AVIS, che la Regione paga 36 euro a sacca per circa 8000 sacche, la stessa riceve dall’industria farmaceutica una cifra circa 10 volte superiore in medicine come corrispettivo al plasma fornito.

Tenuto conto di tutto ciò, il Consigliere Romaniello chiede all’assessore alla Sanità e alla Giunta regionale, che venga convocato un tavolo urgente tra Regione, ATER e AVIS di Potenza finalizzato a garantire a quest’ultima una sede idonea per il prosieguo dell’attività di raccolta e le attività di sensibilizzazione alla donazione del sangue, al fine di evitare il rischio per la Basilicata, in parte già palesato nel 2017, di dover ricorrere all’approvvigionamento dall’esterno, con conseguenti e pesanti aggravi di costo di gran lunga superiori ai circa 30.000 euro annui necessari per il mantenimento della sede