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Criminalità in azione nel territorio occupato dalla Total. Chi tace è complice

L’attentato incendiario contro il sindaco di Corleto è un atto gravissimo. I mafiosi alzano il tiro, vogliono diventare i padroni del luogo

Su quanto sta accadendo da molto tempo intorno ai cantieri della Total a Tempa Rossa, abbiamo consumato “fiumi di inchiostro”. Abbiamo raccontato, in tutte le salse, di infiltrazioni malavitose, di strane assunzioni di ex detenuti, di assalti all’economia locale da parte di organizzazioni oltre confine.  Non ci è parso, però, a parte qualche inutile convegno, che le istituzioni abbiano alzato il livello di attenzione e di qualità nell’affrontare certi fenomeni. Tanto meno la politica, che sembra sempre più distratta e addirittura inconsapevole della gravità di quanto sta accadendo nell’Agri-Sauro, in particolare intorno ai cantieri della Total. Anzi, dal dibattito della campagna elettorale, è scomparso il tema della lotta alle mafie. La società civile, i partiti, fino ad oggi non hanno mosso un dito contro una serie di gravi episodi che minano la base sociale di quel territorio.

Spaccio di stupefacenti, estorsioni, intimidazioni, attentati incendiari, sono complementari a fenomeni ben più gravi e carsici. Si tratta di una strategia criminale che mira all’occupazione economica e sociale del territorio. Intorno agli appalti dell’indotto Total cresce tutto il resto dell’erba cattiva. Un territorio, l’Agri-Sauro, dove ufficialmente, secondo la Dia, non opera alcun gruppo criminale noto alle forze dell’ordine. Ed è preoccupante il fatto che in quella zona, nonostante la crescita del mercato della droga, nonostante l’incremento di episodi criminali, non siano state identificate la provenienza e la tipologia dei malavitosi.

Intanto la malavita alza il tiro e “qualifica” la sua azione, puntando direttamente all’istituzione locale. L’attentato incendiario contro il sindaco di Corleto è un atto gravissimo. E commetterebbe un errore il sindaco a sottovalutare questo episodio e gli altri dei mesi scorsi. Da non sottovalutare neanche i gruppetti locali che appaiono come delinquentucci da quattro soldi.

E’ l’inizio di un nuovo capitolo.

Non si può più parlare di delinquenza comune, come qualcuno ha blaterato nei mesi scorsi.  Il titolo di questo nuovo capitolo si chiama criminalità organizzata. Pericolosissima in un territorio scarso di capitale civile, pieno di fragilità sociali ed economiche, dove è più facile che i clan si sostituiscano all’istituzione. E non sono da escludere legami già operativi tra politica e malavita, magari per questioni di voto.

Quel territorio va aiutato. Non basterà il lavoro delle forze dell’ordine. E’ ormai necessario un richiamo civile. Bisogna già oggi reagire all’attentato contro il sindaco. I messaggi di solidarietà lasciano il tempo che trovano. Bene farebbero i sindaci della zona ad organizzare una manifestazione di solidarietà nei confronti del primo cittadino di Corleto Perticara. Non vanno lasciati soli. La Politica è ora che faccia la politica. I partiti e i movimenti, le associazioni, i sindacati, dovrebbero partecipare in massa a quella manifestazione. Chi tace o si gira dall’altra parte è complice. Occorre una reazione collettiva che non può essere affidata esclusivamente alle risorse civili di quel piccolo e devastato territorio. E’ la Basilicata che deve reagire. Adesso.