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Migranti, a Matera la mostra “Io sono”

Dal 1 marzo a Palazzo Lanfranchi

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Il 1° marzo 2018 alle ore 18,00 verrà inaugurata nella Sala Levi del Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi a Matera, la mostra fotografica “Io sono” curata da Luisa Menazzi Moretti, prodotta da Città della Pace per i Bambini Basilicata, Cooperativa Sociale il Sicomoro e Arci Basilicata ed allestita in collaborazione con il Polo Museale della Basilicata.

Il progetto è composto da venti ritratti fotografici di grandi dimensioni di rifugiati e richiedenti asilo, ai quali si affiancano altrettanti pannelli con i testi delle loro storie raccolti dall’artista durante la sua recente permanenza in Basilicata.

Ho incontrato persone arrivate nel nostro Paese alla ricerca di una vita migliore – ha affermato Luisa Menazzi Moretti- Insieme a moltissime altre sbarcano e si confondono nell’indistinto afflusso di uomini e donne senza volto e senza storia. Non sappiamo nulla di loro. Da dove vengono, chi sono? Li vediamo da lontano. In televisione, su internet, paiono tutti uguali”.

Ogni singola persona, dunque, con il suo vissuto tragico ed il diritto alla ricerca di un futuro migliore, è al centro del lavoro della fotografa: quello di Luisa Menazzi Moretti è un invito allo spettatore a riconoscere l’unicità di ogni singola esperienza, di ogni ritratto, di ogni distinta vicenda umana. Un tentativo di comprensione, la possibilità di intuire le vite degli altri, di ognuno di essi.

E’ difficile riuscire a concepire il loro essere innanzitutto individui prima che migranti – aggiunge l’autrice – Le persone che ho incontrato in Basilicata, grazie al lavoro svolto dagli operatori sociali, sono state messe nella

condizione di poter costruire per sé stessi e con le comunità locali, una nuova vita”. I protagonisti del progetto sono arrivati in Italia fuggendo da vicende e con alle spalle storie personali molto differenti. Nei loro racconti una frase evoca un ricordo che suggerisce il segno, in forma di oggetto, impresso su ogni singolo scatto fotografico.

Il lavoro, realizzato durante la prima metà del 2017, ha coinvolto i rifugiati accolti nei progetti SPRAR della Basilicata promossi dalla Provincia di Potenza e dal Comune di Matera e gestiti da Fondazione Città della Pace, Cooperativa Sociale Il Sicomoro ed Arci Basilicata; sono persone, adesso residenti in Basilicata, che provengono da Afghanistan, Pakistan, Siria, Nepal, Libia, Gambia, Nigeria, Senegal, Egitto, Congo, Mali, Costa d’Avorio, Eritrea ed Etiopia.

Il progetto comprende, oltre alla mostra, anche un video e il libro Io sono pubblicato da Giunti Editore. Il lavoro è anche corredato da una speciale guida didattica, strumento di approfondimento per sviluppare nelle scuole originali programmi didattici sul rispetto dei diritti umani.

A Matera la mostra, dopo l’inaugurazione del 1 marzo, alla quale saranno presenti i protagonisti ritratti dell’autrice, rimarrà aperta fino al 5 aprile. Sarà poi ospitata a Potenza presso il Museo Archeologico Provinciale dal 18 al 31 maggio per poi spostarsi a giugno a Lecce al Complesso Museale del Convento dei Teatini e a Napoli, ad ottobre, al PAN-Palazzo delle Arti.

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