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Associazione mafiosa, 41enne di Melfi condannato a sette anni

All'uomo era stato annullato l'ergastolo per l'omicidio di Bruno Cassotta, dovrà scontare però sette anni per associazione di tipo mafioso

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Nel pomeriggio del 1 marzo i militari della Stazione di Rionero in Vulture hanno tratto in arresto Donato Prota, 41enne di Rionero in Vulture perchè accusato di associazione mafiosa.

Nella giornata di ieri era stato discusso in Corte di Cassazione il ricorso presentato dallo stesso Prota insieme a Di Muro Angelo, Di Muro Vincenzo, Morelli Michele e Lovisco Nicola. Prota era stato condannato all’ergastolo poiché ritenuto uno degli autori materiali dell’omicidio di Bruno Cassotta, consumato nell’ottobre del 2008  nell’ambito della cosiddetta Faida del Vulture.

La Seconda Sezione Penale della Suprema Corte, però, ha parzialmente accolto il ricorso presentato dal Prota, annullando la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Bruno Cassotta con rinvio degli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Salerno.

Il collegio ha, invece, confermato la condanna a sette anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso per Prota, già membro del clan Cassotta e poi transitato nelle fila del clan di Muro.

Nell’ambito dello stesso procedimento sono state confermate le condanne per associazione mafiosa a 14 anni per Vincenzo Di Muro, a 12 anni per Angelo Di Muro, a sette anni per Nicola Lovisco e a sette anni per Michele Morelli.

Prota è stato rintracciato a Rionero dai militari della locale Stazione Carabinieri e tratto in arresto in esecuzione dell’ordine di Carcerazione per esecuzione pena emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Salerno, per poi essere  rinchiuso nel carcere di Melfi.

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