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Avis Basilicata: il presidente Monetta dimentica le denunce pendenti

Il duro affondo dell'Avis di Potenza: abbiamo denunciato falso in bilancio, falso ideologico, peculato, concussione

Abbiamo molto riflettuto prima di decidere di mettere per iscritto il nostro punto di vista in ordine ai diversi comunicati che Avis Regionale ha diramato in questi ultimi giorni, soprattutto per quanto concerne lo “stato di agitazione” dei medici ed infermieri dedicati alla raccolta e le dichiarazioni dell’avvocato Monetta diramate attraverso gli studi televisivi della TGR di Basilicata. Senza parlare, poi, della pubblicizzazione delle difficoltà economiche che Avis Regionale sta vivendo.

Crediamo che i donatori prima e l’opinione pubblica più in generale dopo, abbiano diritto ad una maggiore chiarezza. Quindi, lungi da noi di voler alimentare ulteriori polemiche.

Alla domanda della giornalista sui problemi che ci sono stati al nostro interno, il presidente Monetta risponde derubricandoli a “scaramucce” che si stanno risolvendo nelle sedi ordinarie.

Sarebbe il caso, senza scomodare l’Accademia della Crusca, che si declinassero più correttamente i problemi che sono sorti e che ancora permangono tra Avis Comunale di Potenza e Avis Regionale di Basilicata che sono, ribadiamo, soggetti giuridicamente diversi e che godono di una propria autonomia processuale ed amministrativa.

Le “scaramucce” di cui all’intervista del Presidente Monetta sono riferite a ben sei procedimenti ancora pendenti in sede giudiziaria.

Gli ultimi due (uno presso il tribunale civile di Milano l’altro presso quello di Potenza) attengono addirittura alla sospensione dall’Associazione, propinata impropriamente, al Presidente della Comunale di Potenza, Nicola Stigliani; l’altro sulla validità dell’Assemblea Elettiva Provinciale del 2017.

Senza dimenticare che gli altri procedimenti attengono a presunte violazioni di legge, statutarie e regolamentari quali: falso in bilancio, falso ideologico, peculato, concussione, ecc. Reati che, se accertati dalla magistratura non crediamo possano essere considerati banali.

Si denuncia una mancanza di interlocuzione con la Regione Basilicata e con gli Uffici preposti, dimenticandosi che non più tardi di qualche mese fa si è pubblicizzato incontri in sedi istituzionali e appelli congiunti che hanno visto coinvolti sia il Presidente della Giunta che del Consiglio e l’assessore al ramo, Franconi.

Lo stesso Monetta, nei vari comunicati ufficiali, riportava “si sono affrontati tutti i problemi inerenti ai rapporti istituzionali e l’applicazione della normativa vigente in un clima di grande cordialità”

Siamo costretti ad innalzarci, e lo facciamo con piacere, a difensori delle Istituzioni. Non si può esprimersi in maniera irriguardosa, fino a rasentare la diffamazione nei confronti dei vertici istituzionali della nostra Regione, da parte di Dirigenti associativi (di ieri, oggi consulenti, e di oggi, basta leggere i commenti sulla pagina Facebook di Avis Regionale di Basilicata) e poi pretendere che ci si riceva per risolvere i problemi che sono tutti derivanti da una cattiva gestione interna, e non parliamo solo degli aspetti economici-finanziari in cui versa l’associazione.

Si sono acquistate autoemoteche per un valore di 240 mila euro per poi dichiarare loro stessi che non sono inidonee all’attività. Si sono acquistati in 3 anni materiali sanitari inutilizzabili per oltre 600 mila euro.

Si sono spesi centinaia di migliaia di euro in vertenze legali da loro stessi accese, tutte regolarmente ad oggi perse (Romano, Guglielmi, Hemotrans, Vitale). Oggi si dichiara che non si possono pagare medici ed infermieri.

Noi, quando ci siamo rivolti alle Istituzioni, abbiamo trovato le risposte auspicate e la riaffermazione di una disponibilità, frutto del riconoscimento di una chiarezza programmatica e di un impegno condiviso.

E si tenga presente che quando Avis Comunale Potenza ha parlato con le Istituzioni (l’ultima volta ai primi di marzo con il Presidente della Regione) ha affrontato anche questioni di interesse di tutti i donatori della Regione (per esempio, il limite della fascia ISEE di 20 mila euro per ottenere l’esenzione ticket).

Forse, da parte dell’Avvocato Monetta e dei suoi più stretti collaboratori, tutto questo non c’è stato. Anzi, ne siamo più che convinti. Tanto è che lo stesso non riesce a distinguere la differenza che passa tra il rapporto convenzionale sottoscritto per il trasporto sangue (ente Regione) e la Convenzione Unica Regionale, sottoscritta per il rimborso dovuto alle Associazioni territoriali per l’attività promozionale e di raccolta.

Da sempre l’Azienda Sanitaria Regionale “San Carlo”, individuata come Ente capofila tra le varie ASL per l’erogazione dei rimborsi, sospende tale flusso nei mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio, per esigenze tecniche (elaborazione del bilancio, presentazione ed approvazione dello stesso).

Come mai solo nel 2017 si è creata tale difficoltà economica gestionale? Cosa, tra l’altro, non veritiera in quanto risulta all’Avis Comunale di Potenza, che i contributi, spettanti per legge, sono stati erogati fino al mese di ottobre 2017. Solo che si sono utilizzate queste risorse ad appannaggio delle esigenze amministrative, forse non del tutto giustificate, piuttosto che pagare medici ed infermieri e il livello impiegatizio periferico, ovviamente esclusi i propri adepti.

Diverso è il discorso del trasporto sangue. Avis Regionale non è forse rappresentata all’interno della Commissione Tecnica Regionale permanente? Non ha tra i propri donatori lo stesso Assessore al Ramo? Quindi, diventa inspiegabile come mai la Regione Basilicata, storicamente prima in Italia per quanto concerne tutti gli indicatori elaborati dal “Centro Nazionale Sangue” e Regione capofila per l’elaborazione di normative e leggi di settore, oggi si trova ad essere una delle poche Regioni a non aver rinnovato la Convenzione, giusto quanto previsto dalla Conferenza Stato-Regione del 2016.

Non trattasi, forse, al netto di tutte le altre problematiche ampiamente denunciate dalla stampa locale e da quella nazionale, (per ultimo affrontate anche dalla trasmissione “Le Iene”) anche di un pizzico di incapacità gestionale? Tanto è vero che:

  • abbiamo perso 12.000 donazioni in soli tre anni;
  • si è chiuso l’info-point sanitario presso “Unibas”;
  • non si informano più i donatori attraverso i network;
  • si è sospeso definitivamente la produzione del periodico associativo “Il Fenotipo”;
  • si è logorato il rapporto fiduciario con medici ed infermieri;
  • non si è capaci di supportare le sezioni comunali che quotidianamente lavorano per portare avanti l’associazione.

Uno sfascio, insomma! Fino ad arrivare alla validità dei momenti elettivi sia regionali che provinciali. Tutto questo il Presidente Regionale le derubrica a “scaramucce”. Bontà sua. Noi, pur essendo la più grande Associazione di volontariato del sangue nella Regione, sede attraverso la quale si è sviluppato questo particolare tipo di volontariato, non solo in Basilicata ma in tutto il Sud Italia, non riconosciamo, perché illegittimi, tali organismi.

Li reputiamo, ivi compreso il Presidente Monetta, impropriamente arroccati ad un ruolo di rappresentanza e guida più per una esigenza del “Dire” che del “Fare”.Ed è per questo che abbiamo sorriso quando abbiamo ascoltato che nella “sola città di Potenza teniamo circa 2.500 soci”. Chi, Avis Regionale, avvocato Monetta?

Si continua, in buona sostanza, a ingenerare confusione attraverso una non corretta informazione, riaffermando ad ogni e più sospiri che va tutto bene, che sono gli altri i cattivi. Questo tema, in maniera molto articolata, l’Avis Comunale di Potenza l’ha ampiamente affrontato nel corso del convegno tenutosi il 19 Novembre 2017 presso la Sala Inguscio, alla presenza delle massime Autorità di Settore, riaffermando, ancora una volta, delle precise responsabilità oltre che ad altri livelli, anche a livello Associativo; e quando parliamo di livello associativo parliamo di Avis Regionale di Basilicata.

Farebbe bene l’avvocato Monetta a soddisfare le legittime richieste ribadite anche alla presenza del Presidente Nazionale il 23 Dicembre scorso in ordine all’ammanco di bilancio, alla trasparenza degli atti e al rispetto dello Statuto. Portando avanti queste “istanze”, Noi, pur tra mille difficoltà, continuiamo a fare il nostro dovere nell’esclusivo interesse degli ammalati ed in difesa dei valori portanti della nostra Associazione.

Avis comunale di Potenza