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Il condottiero, le pecore e i disperati. La Basilicata secondo Agorà

Nella trasmissione di Rai Tre è andato in scena l’ultimo atto di offesa al Sud

 

I ripetuti e falliti tentativi dell’abolizione della Feudalità nel Sud, a partire da Giuseppe Bonaparte nel 1806, sono stati sempre all’origine dei moti rivoluzionari dell’800 e del ‘900, originando forti shock sociali.

Il fatto che in Basilicata, ciclicamente emerga una personalità egocentrica, tale da rievocare quel tempo di forti tensioni socio-culturali, è veramente preoccupante.

Dopo Pittella, si può finire nella P al quadrato di Pasquale Pepe? Ad Agorà è andato in scena l’ultimo atto di offesa al Sud: pecore, disperati e un condottiero.

Il “Senatur” ha esordito affermando che la “Musica è cambiata” e questo è vero. Tra Tolve e Oppido, fino a

due anni fa, c’era una musica sinfonica: falchi, nibbi e aironi volavano tra distese di grano, di ottima

qualità, che ondeggiavano come i moti del mare. Ora c’è la caotica musica delle disordinate pale eoliche e dei cavi della Trasversale Lucana.

La nuova speranza tolvese ha parlato di agricoltura fantastica e perché non l’ha salvaguardata pur avendone la possibilità?

Nei suoi comizi si è vantato di voler andare “a braccetto con gli agricoltori”, perché non li ha convocati

per i miglioramenti progettuali quando ha trattato i ristori ambientali con Terna e aziende varie?

Invitato dalla Regione Basilicata a “sospendere immediatamente i lavori e a vigilare per quanto

di competenza” sul parco eolico della C&C Tolve S.r.l., perché è stato omissivo?

Sappiamo bene come le fonti energetiche hanno condizionato il destino della Basilicata.

Gli affari e i malaffari, dagli arresti di oggi (ieri ndr) in Sicilia, girano, ormai, dopo il petrolio, sull’eolico devastante, e tutti: cittadini e amministratori dobbiamo essere veri paladini del territorio.

Il vento non muove un’economia costruttiva come dovrebbe, ma capitali e consensi. La Basilicata dice basta ai protagonismi, ai super uomini.

L’allineamento con la Lombardia non avverrà con i feudi, né con il carroccio, ma con le nostre risorse naturali, richiamando le migliori menti lucane e non in agronomia, geologia, bio-ingegneria, medicina, architettura e in tutti gli scibili umani, disposte a lavorare in squadra.

Poi, dove non potranno gli uomini, ci penserà San Rocco e tutti i Santi della Basilicata.

Porzia Fidanza