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Parco dell’Appennino, a giudizio direttore e altri undici

Arricchimento illecito, indebito utilizzo delle auto di servizio, ma soprattutto il danno da illegittimo conferimento di funzioni dirigenziali al “Direttore” Vincenzo Fogliano

La procura generale della Corte dei Conti ha voluto vederci chiaro nella gestione del Parco dell’Appennino Lucano. Dopo intense e lunghe indagini delegate alla Guardia di Finanza, invitava 15 tra dirigenti, funzionari e dipendenti dell’Ente a dedurre circa le irregolarità, le spese illegittime, sprechi di pubbliche risorse.

Le contestazioni riguardano nello specifico i rimborsi spese (carburante, buoni pasto), le indennità di missione, illecito arricchimento, indebito utilizzo delle auto di servizio, ma soprattutto il danno da illegittimo conferimento di funzioni dirigenziali al “Direttore” Vincenzo Fogliano.

A conclusione delle indagini la magistratura contabile ha chiamato in giudizio lo stesso Fogliano e altri undici tra dipendenti e funzionari. L’udienza collegiale è fissata il 19 giugno 2018.

Sappiamo che la Procura Generale della Corte dei Conti, negli atti di indagine descriveva Vincenzo Fogliano come uno dei principali responsabili di un presunto danno erariale che ammonterebbe a circa 165mila euro in diversi periodi. E sappiamo che l’entità del danno non è il dato più eclatante. Emergerebbe, invece, una modalità di gestione dell’Ente, personalistica, disinvolta, della serie “fanno che quello che vogliono”.