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Povertà: è tempo di confronto non demagogico

In Basilicata, secondo i dati Istat, sono interessate il 25,1 per cento delle famiglie

Dopo l’indagine di Bankitalia sui bilanci delle famiglie 2016 con la conclusione che  in Italia quasi persona su 4 è a rischio povertà, finita la campagna elettorale e messo fine a promesse populistiche,  credo sia arrivato il momento di  un confronto quanto più concreto ed efficace e senza demagogie su cosa fare per contrastare il disagio sociale delle famiglie lucane.

Ad affermarlo è il vice presidente del Consiglio Regionale Paolo Castelluccio per il quale ci sono risposte che il nuovo Parlamento e ancor più il nuovo Governo dovranno dare ma anche a livello regionale è necessaria una riflessione tenuto conto – segnala Bankitalia – che la quota di persone con un reddito equivalente inferiore al 60% di quello mediano (che individua il rischio di povertà ed era pari a circa 830 euro mensili nel 2016) è salita al massimo storico del 23% dal 19,6% del 2006.

E’ evidente che la legge regionale sulla promozione della cittadinanza solidale, approvata negli anni passati,  dal Consiglio regionale della Basilicata, con l’allora stanziamento di 46 milioni di euro per un programma biennale di reinserimento sociale delle famiglie povere lucane è stata solo una tappa. Altre misure come il Reddito di inclusione  a carattere nazionale e di livello regionale hanno necessità di verifica e monitoraggio sugli obiettivi da raggiungere.

In Basilicata, secondo i dati Istat, gli indici di «povertà relativa» sono molto alti in quanto sono interessate il 25,1 per cento delle famiglie lucane. Una situazione – dice Castelluccio – che richiede azioni a tutto campo in direzione di servizi alle famiglie, di reddito e di lavoro, per affermare condizioni di dignità sociale.

Credo che un dibattito a viso aperto in Consiglio Regionale prima e un confronto successivo con sindacati, associazioni, organizzazioni di volontariato – conclude il consigliere regionale- possano produrre effetti positivi anche nel superamento della proposta irrealizzabile (per spesa) del M5S.