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Tempa Rossa, dopo 12 anni le compagnie petrolifere incontrano i cittadini

La Total non ha dato alcuna risposta né è stato distribuito alcun documento. Liberiamo la Basilicata ed Ehpa chiedono la mappa dei rischi

A Corleto Perticara, lo scorso, 22 marzo, si è tenuto il primo incontro tra compagnie petrolifere (Total, Mitsui e Shell) e cittadini dopo 12 anni dall’avvio dei lavori per la costruzione del Centro di Tempa Rossa.

Sebbene avessero detto e  scritto nella convenzione comune/Total che periodicamente dovevano incontrare i cittadini per informarli del punto dei lavori al centro oli di Tempa Rossa, risolvere eventuali problematiche create in fase di costruzione e raccogliere eventuali istanze della cittadinanza, nulla di  tutto questo è stato fatto.

Qualche cittadino nel corso dell’incontro ha posto la domanda come mai fosse trascorso così tanto tempo. La risposta è stata “comunque ci siamo visti con qualcuno di voi e con gli amministratori”.

Amministratori che inspiegabilmente erano assenti all’incontro, lasciando così soli i cittadini che non possiedono quelle informazioni che invece al Comune vengono per obblighi di legge inviate senza le quali il comune cittadino non possiede quegli strumenti utili anche per poter porre le domande del caso.

È in questo contesto che la Total ha  parlato di sicurezza sul cantiere affermando che e tutto sotto controllo  e che i residenti possono stare tranquilli.

Eppure i presenti hanno posto delle domande chiare: una tra tutte come mai sono successi tanti incidenti? E quindi la tanto decantata sicurezza dov’è?

La Total non ha dato alcuna risposta né è stato distribuito alcun documento. Liberiamo la Basilicata ed EHPA chiedono a gran voce che sia data in trasparenza ed a tutti  la mappa dei rischi, la documentazione relativa al centro oli di Tempa Rossa, la identificazione della zona rossa in caso di incidenti (la raffineria è a rischio incidenti rilevanti).

Quali provvedimenti si intendono adottare per le sorgenti e le falde inquinate dai cui sono scaturite  le ordinanze del Sindaco di divieto di utilizzare le acque di sette pozzi di acqua non da ultimo conoscere il motivo della latitanza in un incontro così importante da parte dell’amministrazione comunale di Corleto Perticara.

Invitiamo il sindaco di Corleto Perticara a spiegare il perché di un programma elettorale che parlava di incontri periodici da tenersi con le compagnie petrolifere  ed una attività reale post esito delle votazioni di evidenza opposta.

Trattasi in modo inequivocabile di mancata applicazione della convenzione di Aarhus di Copenaghen, convenzione che dovrebbe essere caposaldo ai sensi della legge 833 del 1978 del Sindaco in quanto primo ufficiale sanitario del comune che rappresenta.

Vigileremo sulla corrispondenza tra le cose dette e non dette e le cose obbligatorie per legge avendo come obiettivo la tutela della salute dei cittadini della Valle del Sauro e l’ambiente della valle.

Giuseppe Di Bello, Liberiamo la Basilicata, Ehpa