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Trasporto pubblico Potenza, lunedì 26 marzo scioperano i dipendenti della Trotta Bus

Dalle 10.15 alle 14.15 il personale incrocia le braccia per le mensilità arretrate

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La Filt Cgil di Basilicata proclama per la giornata di lunedì 26 marzo lo sciopero di 4 ore dalle 10.15 alle 14.15 di tutto il personale Trotta Bus.

La decisione è stata presa a seguito dell’assemblea che si è svolta lunedì 19 marzo del segretario della Filt Cgil Michele Cafagna e le Rsa con i lavoratori della Trotta Bus.


“Emozionante constatare la numerosa partecipazione della forza lavoro, considerando che molti dei lavoratori hanno utilizzato il proprio tempo libero nonostante l’assemblea fosse retribuita – afferma Michele Cafagna, segretario generale Filt Cgil Basilicata – Tante ed inevitabili anche le problematiche oggetto di discussione e pendenti ancora sui tavoli ufficiali.
 


La Filt Cgil ha ribadito l’importanza di stare con e in mezzo alla gente sviscerando in maniera precisa e puntuale ciò che da anni, precisamente da quando l’azienda si è insediata nel lontano gennaio 2016, il tutto è rimasto irrisolto.

Come sindacato lamentiamo la revoca unilaterale degli accordi di II livello da parte aziendale provocando gravi conseguenze sul piano economico e normativo, andando a ledere diritti acquisiti e compromettendo le corrette relazioni industriali. Singolare la posizione dell’amministrazione rimasta colpevolmente silente dimostrando una scarsa considerazione al problema oltre che una velata incapacità a gestire il soggetto attuatore.
Crediamo a questo punto che un cambio della guardia non sia più procrastinabile se non si apporteranno da subito correttivi definitivi e risolutori.

Le mensilità di gennaio e febbraio ad oggi non sono state ancora erogate, molti dipendenti non hanno in regola le proprie posizioni ai fondi previdenziali, le corse saltano senza preavviso e i cittadini ne fanno le spese.

Sono solo alcuni dei motivi che sanciscono il fallimento delle intenzioni e della chimera di un servizio efficiente, elementi sui quali vestire un progetto a lungo termine.

Lo sciopero – conclude Cafagna – sia da monito e da sollecito a riaprire il confronto con temi e argomentazioni atti a dirimere le controversie pendenti”.

 

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