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Acque inquinate, Adoc vuole vederci chiaro: “Dati siano pubblicati”

"Se i valori indicati sono espressi in milligrammo per litro, i trilometani (fonte d'inquinamento) supererebbero di oltre 460 volte il limite stabilito dalla legge"

La vicenda, in cui sono coinvolti Policoro e altri quattro comuni, ha fatto molto scalpore: per alcuni giorni, com’è noto dalle notizie di stampa, sono rimasti senz’acqua perché è stato riscontrato un valore oltre soglia di trialometani da parte dell’Arpab. 

La legge – dichiara – il presidente dell’Adoc di Basilicata, Canio D’Andrea – prevede controlli mensili da trasmettere al Ministero della sanità, eppure i risultati di questi controlli non vi sono nei siti degli enti preposti al controllo. Solo sul sito di Acquedotto Lucano S.p.A. sono pubblicate analisi che si riferiscono all’anno 2017 e che riportano, per tutti i comuni, valori entro i limiti di legge”.

“A noi dell’Adoc di Basilicata – continua D’Andrea – sono venuti alcuni dubbi, sulla base delle notizie di stampa, che hanno evidenziato valori diversi tra quelli ottenuti dalla Asm e da Al. Ci siamo posti delle domande: qual è la data del prelievo a cui si riferiscono i valori pubblicati da Al? I valori pubblicati sono quelli massimi riscontrati nel 2017? Ci sono dati relativi a prelievi più recenti?”

“Inoltre – aggiunge – non di poco conto è l’accuratezza nella pubblicazione dei dati, infatti, sul sito di Acquedotto Lucano S.p.A., i valori di alcuni inquinanti sono espressi in milligrammo per litro (mg/l) mentre la legge stabilisce i limiti in microgrammi per litro (μg/l)”.

I trialometani, fonte d’inquinamento a Policoro e negli altri comuni limitrofi, sono indicati nella concentrazione di 14 mg/l mentre la legge prevede che la loro concertazione non può essere superiore a 0,03 mg/l (cioè 30 μg/l). Se i valori indicati nel sito sono espressi in milligrammo per litro la concentrazione dei trialometani supererebbe di oltre 460 volte il limite stabilito dalla legge.

“Chiediamo – conclude – (ai sindaci dei Comuni di Potenza e di Matera e degli altri comuni lucani, al Presidente della Giunta regionale, all’assessore all’Ambiente, ai direttori della Asp e Asm, ad Acquedotto Lucano) di fare chiarezza e di pubblicare i dati in loro possesso”.