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Eolico selvaggio. Gli interessi forti di Terna spa e la Trasversale Lucana foto

L’impianto di Oppido Lucano di cui ci siamo già occupati è una prateria di anomalie e irregolarità con effetti devastanti sul territorio e sui cittadini. Ma si deve fare. Perché?

Terna ammetta: “Non abbiamo la Vas”

Evidenziate tali criticità, in data 20 dicembre 2016, con i lavori quasi ultimati della Stazione di San Francesco, i dirigenti Terna, su invito del sindaco di Oppido e con 5 anni di ritardo, cercano di correre ai ripari e ammettono di non essere in possesso della Vas. Ne è seguita un’Interpellanza al Governo, presentata dai Deputati Placido e Scotto e su cui non c’è mai stata risposta. Tale silenzio del Governo ha rafforzato i timori sollevati dalle Associazioni ambientaliste locali Antigone ed EHPA che, nel frattempo hanno interloquito con l’Ufficio Energia del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, chiedendo un intervento in autotutela per ripristinare la legalità. Sia l’assessore che i funzionari preposti, pur consapevoli delle irregolarità procedurali contrastanti con la legislazione europea, avrebbero omesso qualsiasi intervento.

Fanno come gli pare in nome di un non ben precisato interesse pubblico

Nel contesto della realizzazione della Trasversale Lucana, si evidenzia un’incongruenza di fondo, relativa al modus operandi di Terna s.p.a. e della Regione Basilicata. Infatti, a fronte di un’opera che comprende la costruzione di 4 Stazioni ad Alta e Altissima tensione e di un doppio elettrodotto ad Alta Tensione di circa 50 Km, Terna si è dotata della Vas solo per un piccolo tratto di elettrodotto di circa 8 Km, che riguarda il percorso Stazione elettrica di Vaglio – Ferrovie delle Stato, mentre per l’intera opera Trasversale Lucana non si è dotata di alcuna Vas.

L’anomalia procedurale, inoltre, è riscontrabile nel fatto che l’intera opera trova la sua fonte in un’Autorizzazione unica regionale, quando, invece, si imponeva una procedura che avrebbe dovuto coinvolgere a livello statale il Mise, il Mibact e il Ministero dell’ambiente. Questo prevede il Protocollo operativo a cui sono soggette le opere di Alta e Altissima tensione e superiori ai 15 Km di sviluppo (allegati alla parte seconda del D.lgs152/2006, allegato II – progetti di competenza statale).

Quanto alla Regione Basilicata, si sottolinea il tentativo di avocare a sé con la legge regionale n. 18/2016, la competenza in materia di autorizzazione di reti elettriche a 150KV, riservata allo Stato, legge naturalmente impugnata dal Governo italiano.

L’utilizzo dei fondi europei

Il Mise (Ministero dello sviluppo economico italiano) periodicamente (ultimo avviso 15 giugno 2017), promuove Bandi per gli interventi sulla rete di Alta e Altissima tensione. Pertanto, il Mise con il PON Imprese e Competitività del FESR 2014-2020 ha invitato in esclusiva Terna, a proporre progetti per l’efficientamento della rete elettrica in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e, quindi, si presume che anche la che anche la Trasversale Lucana sia stata finanziata con tali fondi (Approvazione-elenco-progetti-ammissibili-Trasmissione-09-02-2018) In tal caso sarebbe un bel dire: prima fanno le opere e poi le finanziano.

Quanto al Programma operativo Fesr Basilicata 2014/2020, Asse Energia e mobilità, adottato nell’agosto 2015, c’è uno specifico riferimento a finanziamenti destinati alle smart grids per l’efficientamento delle reti energetiche. Poiché in Italia, in tale settore, è monopolista Terna Reti elettriche nazionali, si presume che Terna abbia beneficiato dei fondi Fesr. A riprova di ciò, si ricorda che il 10 ottobre 2016 c’è stato un incontro tra Terna e la Regione Basilicata sullo sviluppo della rete elettrica, ove è emersa la necessità di un cofinanziamento regionale per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro, le cui delibere di approvazione sono introvabili.

Le richieste delle associazioni ambientaliste

Considerata la situazione appena narrata, le Associazioni ambientaliste locali hanno fatto alcune richieste alla Commissione Europea.

Controllare in Regione Basilicata la regolarità delle procedure seguite, coerentemente con quanto previsto dalle Direttive UE, verificare il corretto uso delle risorse Fesr. Verificare perché un’opera di valenza strategica quale è la Trasversale Lucana è priva di Vas e Via cumulativa.

Le associazioni, inoltre, propongono che a livello europeo ci sia un divieto per tutti gli Stati di erogare incentivi alle imprese operanti nelle fonti delle Energie rinnovabili. Infatti, dopo che Spagna, Germania e Danimarca hanno cessato di finanziare tali imprese, queste ultime si sono riversate in modo sconsiderato nel Meridione d’Italia e in particolar modo in Basilicata, fino a poco tempo fa, priva di un Piano Paesaggistico a tutela del territorio. A causa di ciò, l’eolico selvaggio sta devastando ogni potenziale sviluppo del settore agricolo, nonché del settore turistico, lacerando anche il tessuto sociale delle comunità territoriali.

E’ chiaro adesso perché il Parco eolico di Oppido Lucano s’adda fare. E’ chiaro perché la Regione Basilicata, nonostante tutto e tutti, con delibera n. 224/2018 proroga il termine di validità del giudizio di compatibilità ambientale alla Serra Carpaneto 3 srl proponente il Parco?