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Matera: artigiani abusivi, che nessuno vede, danneggiano gli imprenditori onesti

Il presidente della Cna scrive al Prefetto e chiede un incontro urgente

Con una nota inviata al Prefetto di Matera e per conoscenza ai massimi vertici delle autorità civili e militari provinciali oltre che a tutti i sindaci ed ai responsabili delle sedi Inps, Inail, Agenzia delle Entrate e Direzione Provinciale del Lavoro, il presidente della Cna (Confederazione Nazionale Artigianato) Leonardo Montemurro ha richiamato l’attenzione sull’abusivismo dilagante nel settore dei mestieri artigianali nei Comuni della provincia di Matera, chiedendo la convocazione urgente di un incontro con tutte le autorità competenti in materia al file di definire una efficace strategia di contrasto del fenomeno.

Un fenomeno- si legge nella nota della Cna- che di giorno in giorno, sta diventando sempre più evidente e che lede in maniera considerevole gli interessi delle aziende di tutti i settori dall’artigianale al commerciale operanti nei territori di quasi tutti i Comuni facenti parte della Provincia di Matera, a partire dalla Città di Matera dove lungi dai toni trionfalistici successivi alla Pasquetta che hanno portato autorevoli rappresentanti delle istituzioni ad affermare che tutto ha funzionato per il verso giusto le situazioni di illegalità erano così evidenti da essere macroscopicamente visibili.

Le decine di “venditori doc” collocati in posizioni strategiche ed in alcuni casi con arroganza e presunzione tipiche di coloro che non hanno nulla da perdere piantati stabilmente di fianco alle attività legali e regolari con tanto di numero civico foriero di non pochi oneri tra canoni di locazione, tasse, contributi, tributi locali, spese generali etc erano invisibili solo ai rappresentanti istituzionali ed alla forze dell’ordine.

Una situazione indegna per una Città che dovrà ricoprire il prestigioso incarico di Capitale Europea della Cultura nel 2019. Si è ormai passato il segno – aggiunge Montemurro- e se le istituzioni non daranno segnali concreti nella repressione di questo annoso fenomeno credo che dovremo mettere in atto forme di protesta più efficaci e, forse, anche più plateali arrivando finanche ad uno sciopero degli imprenditori onesti.

Per non parlare- afferma ancora il presidente della Cna-  di quello che succede nei Paesi della nostra Provincia laddove registriamo il paradosso che le attività svolte illegalmente superano di gran lunga quelle legali e regolari: è il caso ad esempio di Ferrandina dove nel campo dell’acconciatura e dell’estetica si contano quasi 20 lavoranti autonome abusive di gran lunga superiori alle attività censite regolarmente;

per non parlare di Matera dove i numeri si triplicano e gli abusivi hanno superato da tempo la soglia delle 50 unità.

Siamo in condizioni di fornire informazioni dettagliate al riguardo ( elenchi e reportage fotografici)  ma lo faremo solo se riceveremo ampie rassicurazioni dal prefetto,  Antonella Bellomo, sul fatto che le istituzioni non staranno a guardare, come spesso è accaduto in passato, ma metteranno in campo tutti gli strumenti disponibili per contrastare efficacemente il fenomeno che non pochi danni produce in termini di concorrenza sleale agli esercenti regolari che non pochi danni finanziari e patrimoniali ricevono da simili condotte.

Come pure le pubbliche finanze che con l’evasione di Iva, Imposte Dirette, contributi su prestazioni da lavoro autonomo, Tributi indiretti di competenza nazionale come pure regionale e municipale subiscono mancate entrate nell’ordine di svariati milioni di euro.

E’ appena  il caso di ricordare – conclude Montemurro –  che la legge regionale dell’agosto 2015 prevede sanzioni per chi esercita una attività artigianale  senza essere iscritto nel relativo Albo ma che sinora nei 131 Comuni della Regione Basilicata non una sola contravvenzione è stata comminata a conferma che gli abusivi sono un popolo di invisibili.

 

 

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