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Matera, Cras a rischio chiusura

"Per ragioni burocratiche e gestionali, non potremo garantire ulteriori interventi di soccorso, prestazioni veterinarie, cure e riabilitazione, affidamento e ricovero di altri animali selvatici"

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I Centri Recupero Animali Selvatici delle Riserve Naturali Regionali di San Giuliano e Bosco Pantano, istituiti dalla Provincia di Matera nel 2003, negli ultimi quindici anni, hanno garantito al territorio e alla cittadinanza importanti attività riferite al soccorso della fauna, alla sua tutela e conservazione. Nonostante l’importante ruolo territoriale, tali strutture hanno da sempre goduto di una scarsa attenzione.

Ogni anno i due Cras provinciali accolgono, curano e rimettono in natura centinaia di esemplari appartenenti a specie protette o a rischio di estinzione ancora presenti nei nostri territori, patrimonio comune e bene inalienabile dello Stato.

Nel corso dell’anno 2017 sono state garantite tutte le attività senza alcuna interruzione del servizio, con positivi risultati in termini di numero di interventi effettuati, assicurando assistenza veterinaria a 660 esemplari di cui 430 nel Cras di San Giuliano e 230 nel Cras di Policoro con la quasi totalità degli animali appartenenti a specie protette dalle normative nazionali ed europee in quanto di particolare interesse scientifico e di conservazione.

I due centri del materano vengono totalmente disconosciuti e non valorizzati a livello locale, considerata la puntuale “incertezza” che si verifica nel mettere annualmente a disposizione i necessari contributi.

Il 4 febbraio, i responsabili dei Cras di San Giuliano e di Policoro, hanno inviato una nota al presidente e all’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, per accogliere le richieste dei due centri di recupero. Inoltre, nei giorni scorsi, è stata comunicata la difficile situazione dei 2 Cras materani anche al Prefetto di Matera, ai Carabinieri Forestali e a molti sindaci dei comuni della provincia di Matera.

In virtù di una difficile e complessa situazione gestionale che si trascina ormai da anni – dichiarano in una nota i responsabili dei due Centri, Visceglia e Colucci – informiamo che per ragioni burocratiche e gestionali, non potremo garantire ulteriori interventi di soccorso, prestazioni veterinarie, cure e riabilitazione, affidamento e ricovero di altri animali selvatici”.

“Per quanto nelle nostre possibilità e con grandi sacrifici personali – continuano – garantiremo comunque assistenza quotidiana agli oltre 100 esemplari già presenti nei Cras. Pertanto invitiamo gli Enti preposti alla tutela della fauna e della biodiversità regionale a comprendere le nostre preoccupazioni e motivazioni, assicurando sin da ora la nostra piena e fattiva collaborazione non appena in possesso delle condizioni e rassicurazioni necessarie alla prosecuzione di tale servizio”.

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