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Migranti:  dal primo luglio salari e stipendi pagati con strumenti tracciabili

Ai lavoratori verrà consegnata una carta prepagata elettronica che i datori di lavoro utilizzeranno per retribuire i dipendenti

Dal prossimo primo luglio i salari e gli stipendi dovranno essere pagati con bonifico o altro strumento tracciabile. Qui nasce la proposta avanzata dalla Regione Basilicata alla Puglia, Campania, Calabria e Sicilia di sperimentare dentro l’ attuazione della misura FAMI emergenziale contro il caporalato,  candidata alla Commissione Europea, di rendere tracciabile il pagamento delle giornate lavorative, anche in termini di congruità del lavoro fornito, dai lavoratori stagionali a partire dai migranti”.

Lo rende noto Pietro Simonetti, Coordinamento politiche migranti della Regione Basilicata.

In concreto si tratta di consegnare ai lavoratori, ad iniziare dagli ospiti dei centri di accoglienza di Palazzo  San Gervasio e delle altre regioni, di una carta prepagata elettronica che i datori di lavoro, singoli o associati, utilizzeranno per retribuire i dipendenti assolvendo  così, dopo la comunicazione obbligatoria all’INPS ed ai Centri per l’impiego, alle norme anticaporalato in vigore.

E’ del tutto evidente – sottolinea Simonetti –  la portata concreta di tale misura, che sarà molto apprezzata dalla Commissione Europea da tempo preoccupata del ruolo del caporalato e della criminalità organizzata nella filiera agro alimentare italiana ed in particolare nel sud dove sono schiavizzati oltre15 mila migranti nei ghetti e sfruttati dai caporali bianchi e neri oltre 300.000 lavoratori prevalentemente migranti.

Gli strumenti predisposti dalla Regione  Basilicata per il 2018,  con Prefetture e parti sociali, a partire dai corsi di formazione, sono propedeutiche alla affermazione della legalità, alla eliminazione della schiavitù, dei ghetti per la dignità del lavoro e la difesa del lavoro dei produttori. “