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Perché la sede Rai della Basilicata mi costringe a vedere la partita del pallone?

Davvero incredibile. Chiederemo conto della legittimità e dell’opportunità di questo abuso

Stavo guardando Rai 3, il programma di Lucia Annunziata. Interessante intervista a Nino Di Matteo sulla sentenza di Palermo relativa al processo di primo grado trattativa Stato-Mafia. Dopo Di Matteo Annunziata avrebbe avuto ospite Nicola Mancino, ex ministro degli interni all’epoca dei fatti al centro del processo. All’improvviso, siamo alle ore 14,52 circa, il programma “Mezz’ora in più” scompare dal monitor del mio televisore e  al suo posto appare un campo sportivo.

Il commentatore mi informa che “siamo a Nardò, c’è la diretta della partita di calcio di serie D del Potenza con la squadra locale, partita importante, perché può sancire la promozione della squadra potentina in serie C. Per ragioni di ordine pubblico, ai tifosi del Potenza è stato impedito di assistere alla partita. E qualcuno, non capisco bene se il Questore o il Prefetto di Potenza avrebbero “ordinato” la diretta Tv su rai tre, per la sola Basilicata, della partita.

Sono felice per le performance di campionato della squadra potentina, sono convinto che la città avesse bisogno di una ragione di orgoglio fornita dallo sport. E condivido la scelta di allestire uno schermo gigante nello stadio Viviani per consentire ai tifosi di assistere in diretta alla partita.

Sono, però, sconcertato dalla “violenza” con cui qualcuno impone a tutti i lucani di assistere a una partita del pallone di serie D, sulla televisione pubblica. Un’assurdità, qualcosa di estraneo al buon senso. Ho la sensazione di essere vittima di un’arroganza senza paternità o maternità. Non so, in questo momento, a chi contestare l’abuso. Perché di abuso si tratta.

Qualcuno dovrà spiegare perché un cittadino, costretto a pagare il canone, deve essere obbligato suo malgrado a vedere una partita del pallone, quando avrebbe preferito assistere al programma in onda alla stessa ora del  palinsesto della domenica pomeriggio del terzo canale rai. Non so darmi delle spiegazioni.

E credo che non ci siano spiegazioni convincenti. Il provincialismo di certi circuiti sociali, politici e mediatici locali, la mediocrità anche di alcuni settori delle istituzioni locali, prevalgono sulla ragione, sulla civiltà e sulla libertà di scelta di centinaia di migliaia di lucani. Davvero incredibile. Chiederemo conto della legittimità e dell’opportunità di questo abuso.

Intanto vedo che la partita è trasmessa in diretta su Facebook, su una pagina che non è della Rai. E allora mi chiedo arrabbiato: perché mi avete interrotto il programma, in diretta, di Lucia Annunziata? Devo andare su un’altra frequenza per vederlo? Perché? Avrei potuto vederla, se l’avessi scelto, su Facebook. Quindi?