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Quel che resta del bello, piccole prose di Silvana Kuhtz

"Non è solo un libro ma anche un progetto Poesia in Azione"

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Sabato 28 aprile, alle 18.30, nella Sala delle Arcate del Museo di Palazzo Lanfranchi, sarà presentato il libro “Quel che resta del Bello” di Silvana Kuhtz con Onyx Libro, Presidio del Libro Matera, nell’ambito della mostra Teorie Disegnate, a cura di Sara Marini e Giovanni Corbellini, per Eventi Collaterali, seconda riflessione: Quotidiani.

L’intenzione – spiega l’autrice Silvana Kuhtz – è creare un movimento di riflessione che si irradi e ci porti a considerare cosa facciamo giorno dopo giorno”.

Quel che Resta del Bello non è solo un libro di prose ma anche un progetto di ricerca che Silvana Kuhtz porta avanti con l’Università della Basilicata e vanta la collaborazione con l’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani. Poesiainazione.it nasce nel 2005.

È un tema antico, inesauribile, ma – continua – su cui vale la pena di soffermarci. Trovare bellezza dove non è scontato ci sia è un esercizio quotidiano di ammirazione, creare bellezza un antidoto, forse, al frenetico fare senza scopo. Non è una ricetta, ma di certo un auspicio”.

Silvana Kühtz, pugliese, si laurea al Politecnico di Bari, con un dottorato britannico, formatasi in UK, Usa e Italia sui temi della comunicazione e della performance attoriale, ha un master in Comunicazione integrata, è docente all’Università della Basilicata, dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (Matera), conduce seminari sui temi dell’ecologia e della creatività e laboratori di lettura espressiva.

Mi piace pensare che queste piccole prose di Silvana Kühtz – afferma il curatore Spagine, Mauro Marino – siano nate camminando o viaggiando in macchina traversando il paesaggio o affacciata alla finestra interrogandosi su “ciò che resta del bello”. Il pensiero è folgore. Pensiero e ripensamento fanno frecce, scrivere è tenere libera la testa, muoverla alla consegna, all’altro, nella necessaria interrogazione. Fili di natura si intrecciano, fanno fronda all’incanto, resuscitano ciò che pare normale, consueto, scontato in un moto di presenza, di militanza”.

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