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In Basilicata sono 33 le scuole sottostimate e 99 le pluriclassi

La scuola al centro del secondo congresso Uil

La scuola lucana è il punto debole di quella “trappola demografica” che minaccia la sopravvivenza stessa della regione, che perde ogni anno mille alunni (quest’anno complessivamente sono poco più di 80.000), che conta 33 scuole sottodimensionate, di cui 24 a Potenza e 9 a Matera, che vede ancora la sopravvivenza delle famigerate “pluriclassi” (se ne contano ancora 78 nella provincia di Potenza e 21 in quella di Matera). Per questo la Uil scuola nel suo secondo congresso regionale, con la partecipazione della segretaria organizzativa nazionale Noemi Ranieri, ha lanciato l’ashtag #lascuolaprimaditutto che sintetizza l’ impegno per la futura azione sindacale caratterizzata dal suo consolidato “amore” per la scuola.

Diciamo Scuola ma pensiamo Basilicata perché – ha sostenuto Vitina Galasso, riconfermata segretaria – la realtà della scuola lucana è la fotografia della società regionale. Il nostro è ormai da anni un paese “senza culle”, e da noi la denatalità si somma all’esodo ed alla dispersione. E’ la scuola di primati all’incontrario, che ci vede all’ultimo posto in Italia per l’educazione sportiva e al primo posto per il livello di obesità dei minori. Un panorama quanto mai preoccupante anche sul fronte del lavoro scolastico, con personale Ata insufficiente sia nel lavoro delle segreterie sia nel lavoro di pulizia ed assistenza alunni”.

La Uil ha quindi colto l’opportunità del congresso di categoria per rivendicare una modifica ed un aggiornamento della politica scolastica.

La scuola – ha evidenziato Galasso – può e deve essere la leva della rinascita della regione, il motore della ripartenza dei processi rigenerativi della vita sociale, e che la chiave di volta di questo nuovo inizio è il “tempo scuola”: è nella dilatazione del tempo educativo, nella piena utilizzazione degli spazi educativi, la formula risolutiva dei problemi vitali della nostra regione, dal rientro in sede dei tanti operatori tuttora “esiliati” nelle regioni del nord alla maggiore attenzione da dedicare agli alunni più deprivati, dallo sfoltimento delle “classi pollaio” alla rivitalizzazione educativa e culturale dei centri minori.

Dire, come noi diciamo, che la scuola, la comunità scolastica, il mondo dell’educazione è la principale ricchezza della Basilicata, è l’individuazione dell’unico terreno sul quale tutte le componenti della società regionale possono e debbono ritrovare la condivisione massima degli obiettivi; è la consapevolezza di una sfida che investe direttamente il presente e il futuro della regione. E’ la scuola il cantiere aperto della Basilicata che verrà, l’avamposto strategico contro la desertificazione sociale della regione. In una terra di piccoli numeri difendere la sopravvivenza della scuola nelle nostre piccole comunità significa difendere la vita del nostro territorio e della nostra gente. La scuola è il cuore della comunità locale, e lo è tanto più in una regione a fortissima vocazione comunitaria, come la Basilicata. Ed è una felice circostanza che nel nuovo contratto, siglato dopo 10 anni di blocco, viene per l’appunto consacrato il modello di scuola-comunità.

Un risultato di grande portata, di fatto più importante e incidente della stessa riforma denominata “Buona scuola”, che aveva così pesantemente inciso sulla storia delle persone che lavorano nella scuola. Aver riproposto la visione della scuola come comunità educante, nella quale vige la pari dignità nelle distinzione dei ruoli; aver ribadito il principio della libertà di insegnamento e ripristinato i diritti di collegialità; aver rilanciato i meccanismi della progressione retributiva; fanno di questa contrattazione una vittoria di grande valore per le battaglie storiche del nostro sindacato.

Presenti tra i delegati al congresso – che ha segnato il massimo grado della maturità ed autorevolezza della Uil scuola , che si conferma come sindacato della proposta e non della protesta, – molte RSU che hanno ricevuto il riconoscimento diretto da Noemi Ranieri, perché il risultato positivo ottenuto dall’organizzazione alle recenti elezioni delle RSU è dovuta soprattutto alla loro azione “nelle scuole tra la gente”. La Uil è l’organizzazione professionale scolastica che più è cresciuta e si è affermata in questi anni, con un incremento delle iscrizioni vicino all’80% e con un esito elettorale positivo delle RSU esaltato dal primato conquistato in diverse scuole, come in una delle più prestigiose dell’intera regione, l’Istituto Tecnico Gasparrini di Melfi, nel quale sono state elette 2 RSU.

La dirigente nazionale ha sottolineato nel suo intervento conclusivo, riassumendo quanto emerso dal dibattito, la forza dell’unità e unitarietà dell’azione sindacale, vero senso della confederalità, ma soprattutto dell’unicità di quel patrimonio di idee, valori, democrazia che la UIL Scuola rivendica. La condizione degli operatori scolastici è il cuore sanguinante della questione scuola nel nostro Paese, ed è la responsabilità più pesante che si sono assunte nei decenni le classi dirigenti nazionali. E la nostra prima preoccupazione – ha sottolineato – è stata sempre quella di fare della scuola la rete e il crocevia delle relazioni di collegamento, dialogo e solidarietà tra gente che nella scuola spende il meglio della sua vita e che pretende innanzitutto considerazione e rispetto.