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Centro storico di Potenza: le proposte di Confesercenti

Lamorgese: "Ci sono azioni che si devono attuare con urgenza"

L’iniziativa positiva della Quinta Commissione Consiliare del Comune di Potenza sul centro storico del capoluogo non si esaurisca con le audizioni ma definisca, con il concorso di tutte le associazioni dei commercianti, una proposta concreta su cosa è possibile fare da subito e fino a scadenza del mandato dell’attuale Amministrazione. E’ il commento di Giorgio Lamorgese, presidente di Confesercenti Potenza.

Per noi ci sono azioni che si devono attuare con urgenza specie per arginare la fuga di attività commerciali dal centro solo in parte tamponata dal cosiddetto turnover di insegne e generi merceologici. Ci sarà pure più di un motivo se – continua – come abbiamo segnalato nelle scorse settimane quasi nove piccole e medie imprese al giorno a Potenza e in provincia nei primi tre mesi dell’anno hanno abbassato le saracinesche.

Più che il fitto del locale la “sofferenza” maggiore delle attività commerciali e di servizi nel centro storico di Potenza è causata dal fisco. Secondo un’indagine Confesercenti-Swg per 8 imprenditori su 10, l’incremento delle imposte è stato uno dei problemi principali della propria attività negli ultimi 5 anni. Siamo ad una quota di segnalazioni più alta di quella raccolta dallo spostamento della clientela verso i centri commerciali e dagli abusivi del commercio, indicate rispettivamente dal 54% e dal 22% delle imprese. Sulle imprese hanno pesato molto anche le problematiche connesse alla burocrazia (43%), al caro affitti (38%) e ai problemi di trasporti, sosta ed accessibilità dei centri storici (26%).

“Dalla nostra indagine – sottolinea ancora Confesercenti Potenza – emerge in modo chiaro l’esigenza di ridurre la pressione fiscale sulle imprese e di riprendere i processi di semplificazione burocratica, come la Confesercenti, anche attraverso la propria Associazione Nazionale dei Centri Storici Ancestor, rimarca da tempo. C’è necessità anche di intervenire contro caro affitti e abusivismo. Per ora sta avvenendo una sorta di autocalmierazione dei fitti perché i proprietari dei locali di via Pretoria, come sta accadendo in verità anche nei quartieri, non hanno alternativa: o ribassano o si tengono gli immobili sfitti”.

Inoltre, dice Lamorgese, per effetto di Bolkestein, abusivismo e “pasticci normativi”, il commercio su aree pubbliche è sotto pressione, a danno degli operatori regolari che vedono costantemente ridursi il valore delle imprese ed aumentare il degrado dei mercati, come quelli che si svolgono nel centro storico. Una situazione allarmante per un settore che, con oltre 11 miliardi di euro di fatturato e circa 217mila addetti, è uno dei pilastri della distribuzione commerciale e dell’economia italiana.

Di qui la sollecitazione: si concordino tre-quattro azioni da portare avanti già per l’imminente stagione estiva anche utilizzando l’occasione del Maggio Potentino-San Gerardo per far tornare i cittadini nel centro non solo per le manifestazioni e gli eventi del cartellone di maggio.