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Droga dal Marocco alla Basilicata. Direzione distrettuale antimafia smantella organizzazione criminale

Oltre una tonnellata di stupefacenti sulle piazze lucane dello spaccio. Arrestate 13 persone

Sono 17 le misure cautelari (11 in carcere, due ai domiciliari e quattro con obbligo di firma alla Pg) disposte dal gip del Tribunale di Potenza nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale antimafia con cui è stata smantellata un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, in Basilicata e Puglia. Agli indagati vengono anche contestati i reati di tentato incendio e danneggiamento, spendita di monete false, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Le indagini erano cominciate, nel 2016, a seguito di una serie di attentati incendiari a carico di alcuni esercizi commerciali di Matera.

L’organizzazione attiva in Basilicata e Puglia attraverso i suoi canali di approvvigionamento collegati a corrieri non italiani, immetteva ingenti quantitativi di cocaina e hashish sul canale lucano dello spaccio e su quello pugliese. La droga arrivava sulle piazze della Basilicata dal Marocco seguendo le rotte del narcotraffico attraverso la Spagna e la Francia, Paesi in cui alcuni degli indagati avevano dei collaboratori. 

In particolare erano due i corrieri marocchini che rifornivano l’organizzazione provvedendo al trasporto della droga che una volta arrivata in Italia veniva custodita da Mario Matera il quale lo scorso mese di ottobre era stato arrestato perché trovato in possesso di 40 chili di marijuana e un chilo di eroina stoccata nella sua azienda agricola di Castellaneta.

Altro canale di approvvigionamento è stato scoperto dagli investigatori a Lavello, in provincia di Potenza, dove a gestirlo era il cittadino marocchino Morchid Bouchaib, operante in tutta la Basilicata e con propaggini in Puglia. Quest’ultimo lo scorso febbraio era stato arrestato, insieme a due complici, perché trovato in possesso di una tonnellata di hashish.

La rete poteva contare su diversi pusher incaricati di rifornire le diverse piazze di spaccio della provincia di Matera.

Oltre al traffico di stupefacenti e allo spaccio, nel corso delle indagini sono emersi altri reati che vanno dal danneggiamento a scopo ritorsivo alla spendita di soldi falsi fino ad espisodi di estorsione con l’utilizzo di armi, commessi da alcuni degli indagati. Tra questi espisodi l’attentato dinamitardo programmato ai danni del bar “La voglia matta” di Matera che non si era concretizzato grazie all’intervento della Polizia di Stato.