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In nome e per conto del Popolo italiano e non in nome di quello tedesco

E'in gioco l’insieme dei valori della vera democrazia

Non si perde occasione per esaltare i valori ed i significati della parola democrazia con tutti gli annessi e connessi (come diceva Totò), tra cui un posto primario è occupato dalla trasparenza e pulizia dell’esercizio dei pubblici poteri.

Ma accade anche nel nostro democraticissimo Paese che i veri problemi vengano fuori quando si debba passare dalle parole ai fatti. Ai fini di un indispensabile controllo sull’esercizio del pubblico potere occorre infatti che dei vari atti siano indicati ragioni e motivazioni, in assenza delle quali ci troveremmo di fronte non ad atti pubblici ma ad abusi veri e propri, per non parlare di eventuali violazioni di legge tipiche delle dittature ormai defunte(fino a prova contraria).

Passando dalle premesse ai fatti concreti e specifici, rileviamo nella ormai lunga strada verso il Governo del Paese che di fronte ad un atto legittimo della maggioranza, consistente nella proposta di nomina di un Ministro della Repubblica, il Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione ed arbitro delle questioni alla base di tale procedura alquanto complessa, mentre da un lato nega il proprio consenso alla nomina del prof Savona a ministro dell’Economia, dall’altro omette di fornire, anche attraverso le solite veline di informazione parallela, un sia pur plausibile motivo o ragione idonei a rendere legittimo detto diniego.

E’ evidente che un’eventuale prosecuzione di tale comportamento omissivo aprirà la stura ad un’inevitabile congerie di non positive valutazioni sull’operato del Capo dello Stato, la cui figura, come quella della moglie di Cesare, dovrebbe essere, sempre e comunque, al di sopra di notevoli dubbi e di perplessità relative alla trasparenza ed alla credibilità della funzione esercitata (lo si ricordi) in nome e per conto del Popolo Italiano e non in nome di quello Tedesco.

Qui non si tratta di scegliere tra questo o quel partito, tra questa o quell’idea di sistema, tra democrazia e dittatura, tra ed abuso e legittimità: è in gioco l’insieme dei valori della vera democrazia, laddove l’introduzione di un eventuale “governo del Presidente” sarebbe ammissibile e consentita solo nel caso in cui fosse carente una vera maggioranza, il che non è dal momento che che due forze legittimamente elette hanno concordemente indicato i nomi dei singoli ministri,

A fronte di ciò Mattarella o dovrà accogliere tali indicazioni o dovrà sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni:”tertium non datur”, salvo volere incorrere in vere e proprie amenità ed illegittimità nella gestione di un pubblico potere.

Samurai di Basilicata