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Potenza: il ‘mistero’ dei locali ex Monopoli di Stato. Chi ci guadagna? foto

Lo Stato che prima vende e poi prende in fitto, ma tutto rimane com'è

Gli ex Monopoli di Stato, o meglio i locali che li ospitavano, al quarto piano di uno stabile in corso Garibaldi a Potenza, sono stati venduti dal Demanio dello Stato e acquistati da una società di Roma. Dopo la vendita, il Segretariato Mibact Basilicata- ex Direzione regionale del Ministero dei Beni culturali- prende in fitto gli stessi locali dalla società a cui erano stati venduti.

La locazione sarebbe giustificata dal fatto che la ex Direzione regionale, ha bisogno di spazio, e quindi dovrebbe trasferire i suoi uffici al quarto piano dello stabile di Corso Garibaldi. Invece…

Tutto rimane dov’è. Nonostante, a detta dei soliti bene informati, sarebbero stati effettuati alcuni lavori propedeutici al trasferimento e addirittura sarebbe stato portato del mobilio nella sede degli ex Monopoli.

La motivazione ufficiale che fino ad oggi avrebbe impedito il trasferimento sarebbe da ricercare nei costi che si sarebbero dovuti affrontare per lo spostamento degli uffici e alcuni lavori di ristrutturazione.

E così se non può andarci la ex Direzione regionale del Mibact Basilicata perché non spostare nell’immobile di Corso Garibaldi gli uffici potentini della la Sovrintendenza Archivistica di Puglia e Basilicata? I dipendenti infatti, al pari dei colleghi del Segretariato Mibact regionale, avrebbero problemi di spazio nell’attuale sede di Discesa San Gerardo.

Tuttavia neanche la Sovrintendenza archivistica si trasferisce negli uffici degli ex Monopoli: la ragione ufficiale sarebbe sempre la stessa, ovvero i costi per il trasloco e per alcuni lavori che il Ministero dei Beni culturali non può permettersi. La motivazione ufficiosa, invece, sarebbe un’altra. O meglio altre. La prima è che l’ascensore degli ex Monopoli sarebbe inagibile per un vizio di costruzione. Quindi bisognerebbe andare a piedi. Ci sarebbe dunque un problema di sicurezza e di barriere architettoniche. Ma l’ascensore inagibile non sarebbe il solo problema, anche perché sembra essere stato sistemato. Ci sarebbe anche un problema dei solai che non permetterebbero di contenere i materiali della Sovrintendenza archivistica.

Abbiamo interpellato la sovrintendente Carolina Nardella della Sovrintendenza archivistica Puglia Basilicata, la quale ci ha confermato le difficoltà di trasferire gli uffici potentini nei locali degli ex Monopoli. Facendo due conti ci ha confermato che per trasferire gli uffici ci sarebbero voluti 20 mila euro e una cifra analoga per i lavori di adeguamento e in più il fitto da pagare sarebbe stato più oneroso di quello che viene pagato nella sede attuale. Insomma la soluzione non sarebbe stata vantaggiosa per le casse dello Stato!

Il tempo quindi passa e il Ministero paga il fitto per gli ex Monopoli il cui ammontare non è dato sapere essendo stato negato l’accesso agli atti a una sigla sindacale che ne aveva fatto richiesta. E paga il fitto per gli uffici della Sovrintendenza archivistica. Ma tant’è.

Se anche quest’ultima si trasferisse nella sede degli ex Monopoli sarebbe una soluzione temporanea, non solo onerosa, perché la stessa dovrebbe poi definitivamente essere collocata nel palazzo di Corso XVII Agosto, ossia nella ex Biblioteca provinciale di Potenza dove non pagherebbe il fitto. Ma da anni è un cantiere senza fine. 

Dello stabile di Corso XVIII Agosto abbiamo scritto più volte. A distanza di quasi vent’anni i lavori restano lettera morta. All’ingresso del cantiere dell’Ex Biblioteca un cartello riporta la data di inizio lavori: il 18 novembre 2010, e quella di ultimazione: 15 aprile 2013. 

Proseguiamo il nostro giro nel mondo dei ‘beni culturali’ e arriviamo, sempre a Potenza, ad un altro stabile che potrebbe ospitare la Sovrintendenza Archivistica a costo zero. Si tratta del complesso conosciuto come Palazzo degli Uffici nei pressi di piazza Matteotti. Tre anni fa circa, la sovrintendente Nardiello dopo aver visitato quella sede propose di trasferire la Sovrintendenza archivistica nel Palazzo degli Uffici. “Quella sede dopo un sopralluogo- ha spiegato la signora Nardella- mi era sembrata idonea a ospitare la Sovrintendenza”. Qui il Mibact non avrebbe dovuto pagare il fitto essendo il Palazzo degli Uffici di proprietà del Demanio dello Stato.

Morale della favola: chi ci guadagna e chi ci perde in tutto questo? Di certo i privati (legittimamente, per carità) che hanno concesso in fitto gli immobili che ospitano gli uffici di competenza del Ministero dei Beni culturali. Vendono l’immobile e poi diventano locatari dell’immobile venduto. Intanto le Sovrintendenze sono “in mezzo alla strada”. Chi ci perde? Senza dubbio i cittadini e il Ministero che continua a pagare fitti onerosi.