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Strage Potenza- Melfi: indaghi la Procura. E sui social oltre 18mila persone dicono “basta ai proclami”

Summa (Cgil): Si individuino anche le responsabilità aprendo un'inchiesta verificando il rispetto dei livelli di sicurezza, la  qualità del manto stradale, l'adeguatezza dei guardrail

Ha creato dolore e indignazione la morte, in un giorno, di due automobilisti sulle strade lucane. Nella giornata di mercoledì due persone, un 45enne di Tito e una 37enne di Lavello hanno perso la vita in due distinti incidenti stradali sulla Potenza-Melfi e sulla bretella che porta all’area industriale di Melfi. Due vite spezzate a distanza di poche ore mettono inevitabilmente al centro la questione sicurezza su quei tratti stradali.

Sulla questione interviene, tra gli altri, il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa. Di fronte all’ennesima morte sulla strada, all’ennesimo evitabile sacrifico di vite umane non si può rimanere ancora inerti- afferma il segretario- L’oggettiva pericolosità della Potenza-Melfi non è una circostanza ineluttabile, si tratta di un tratto stradale che va messo in sicurezza e ci sono gli strumenti per farlo.

Occorre prima di tutto riclassificare la Potenza Candela trasformandola in raccordo autostradale così da poter garantire una viabilità degna e adeguata al traffico veicolare che interessa quel tratto di strada. In assenza di un intervento di questa portata continueremo ad assistere e a contare vittime, senza contare la viabilità della zona industriale di Melfi, quotidianamente percorsa da migliaia di lavoratori cui viene negato il diritto a recarsi in sicurezza sui propri luoghi di lavoro.

Una cosa è la fatalità- prosegue Summa- altra cosa è la totale assenza delle condizioni minime affinché determinati accadimenti non si verifichino. La realtà è che ai cittadini lucani viene negato un effettivo diritto alla mobilità e ad una mobilità in sicurezza.

Si proceda con immediatezza ad interventi di adeguamento e messa in sicurezza, ma si individuino-conclude l’esponente della Cgil- anche le responsabilità aprendo un’inchiesta presso la Procura verificando il rispetto dei livelli di sicurezza, la  qualità del manto stradale, l’adeguatezza dei guardrail e tutto quanto sia utile a porre fine a questa strage umana sulle strade lucane.

E in queste ore anche comuni cittadini sono tornati a chiedere la messa in sicurezza di quelle strade. La comunità del Vulture-Melfese, e non solo, ha dato vita ad una pagina facebook denominata “Per la sicurezza stradale della Basilicata”. In poche ore la pagina ha raggiunto oltre 18mila iscritti.

Il filo unico che lega i commenti degli utenti è la richiesta di intervento delle istituzioni affinché smettano di fare chiacchiere, o peggio rilasciare dichiarazioni di cordoglio per le vittime, e si impegnino seriamente a fare in modo che le strade lucane siano messe in sicurezza. In molti si sono detti disposti a bloccare la Potenza-Melfi per ribadire che non c’è più tempo da perdere.