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Terna mente sull’inizio dei lavori della centrale Nuova Avigliano

Romaniello: "E non motiva le ragioni dello spostamento a ridosso dell’abitato di Ciccolecchia"

Terna mente sul l’inizio dei lavori della centrale Nuova Avigliano e non motiva le ragioni dello spostamento a ridosso dell’abitato di Ciccolecchia.

A seguito della iniziativa tenutasi ieri a san Nicola finalizzata a denunciare l’atteggiamento arrogante di Terna che si rifiuta di spostare  la centrale denominata Nuova Aviglianodi circa 150 metri riportandola nella sua prima ipotesi di allocazione, Terna ha risposto che ha ottenuto tutte le autorizzazioni dalla Regione ma nulla ha detto su tutto il resto.
Il progetto di che trattasi, ottiene l’autorizzazione nel 2013 con una valutazione d’impatto ambientale della durata di 5 anni. In tutto questo periodo ottiene diverse proroghe per l’avvio ed il termine dei lavori con anche due varianti del progetto iniziale di cui una riguardante la posizione della stazione denominata “nuova avigliano” spostandola in un’area più vicina al centro abitato. Variante motivata dal solo fatto che l’area interessata appartiene ad un unico proprietario, quindi senza nessuna motivazione tecnica.

Con solerzia e senza alcuna verifica sull’impatto che la nuova allocazione può avere sul territorio circostante, l’ufficio energia ( quelli che qualche settimana fa s’intrattenevano al bar con il rappresentante di terna) concede la variante, con le stesse mancate verifiche che lo hanno portato a concedere le proroghe. Infatti, ad oggi Terna che non ha mai iniziato i lavori come da lei stessa dichiarato con nota del 13 ottobre 2017   chiede una ulteriore proroga pur sapendo che sono trascorsi i cinque anni di validità della VIA continuando a rifiutarsi di ritornare al progetto iniziale con motivazioni assurde qual è quella che si tratterebbe di variante sostanziale. Falso perché la modifica è la stessa per la quale la regione gli ha concesso lo spostamento senza alcuna ulteriore valutazione proprio perché considerata variante non sostanziale.

Evidenzio che di fronte a queste osservazioni da me inviate con note ufficiali anche a seguito della posizione espressa dal comitato dei cittadini e dello stesso consiglio comunale di Avigliano, Terna con il tacito sostegno dei noti funzionari continua a rifiutarsi di accedere ad una legittima richiesta delle popolazioni pur non comportando per essa alcun danno. Pertanto, visto che è pendente la richiesta di proroga presso regione e ministero, chiediamo che la stessa se va data deve tener conto delle esigenze delle popolazioni. In particolare , considerato che il contesto ambientale è cambiato e sono scaduti i 5 anni di validità della VIA, tutti riflettano prima di concedere qualsiasi proroga non condizionata.

Inoltre, mi auguro che rispetto al tracciato degli elettrodotti, chi di competenza, faccia rispettare la legge regionale di agosto 2016 sulla costruzione delle linee elettriche  a 150.000 volt, al fine di evitare che per mere ragioni economiche Terna individui i tracciati danneggiando gli agricoltori.
In tutta questa storia, dobbiamo ancora una volta registrare l’incapacità della giunta regionale di tutelare i diritti dei cittadini ed opporsi all’arroganza di Terna e di un apparato regionale a lei compiacente.

Giannino Romaniello consigliere regionale Liberi e Uguali