Ora o mai più. Spunti per un dibattito sullo sviluppo della Basilicata in vista delle prossime elezioni d’autunno foto

Pietro De Sarlo e Michele Finizio lanciano le basi per una discussione sul programma di Governo regionale

I fondi europei

I fondi per lo sviluppo, occorre averlo chiaro in testa, servono per creare la ‘value proposition’, ossia letteralmente proposizione di valore, non a dare incentivi di qualsiasi tipo che finiscono solo per attrarre aziende e investimenti in settori marginali e fuori mercato. La proposizione di valore consiste in quel complesso di cose che vanno dalle infrastrutture al rapporto con la Pubblica Amministrazione come facilitatore per gli insediamenti produttivi e, necessariamente, quegli insediamenti che valorizzano le vocazioni territoriali.

La parola chiave deve essere: Investimenti. Partendo da quelli a costo zero, passando per quelli da razionalizzare fino a quelli da armonizzare per renderli produttivi. Puntando sulle risorse disponibili per trasformarle in leve di moltiplicazione dei risultati. Risorse legate alla valorizzazione del capitale umano, culturale, sociale e ambientale che si trasformano per vie più che naturali in capitale economico e finanziario.

È possibile creare 90.000 posti di lavoro in Basilicata? Assolutamente sì, ma occorre creare la consapevolezza della raggiungibilità di questo obiettivo e di quali siano le condizioni politiche per farlo. Occorre anche rendersi conto che mettere in moto lo sviluppo è qualcosa di più complicato che fare qualche decreto legge o qualche delibera di assegnazioni di fondi, contributi e incentivi. Lo sviluppo ha bisogno di  condizioni proprie, condizioni che vanno costruite.

I temi principali da inserire, in un piano organico programmatico per lo sviluppo e l’occupazione, a nostro avviso sono:

  • Investire sul capitale umano e sociale della regione. Questa è l’azione principale che dovrà mettere in cantiere il nuovo governo regionale e dovrà farlo in modo strutturato e organizzato. Nessuno può pensare che si riescano a modificare in modo consistente le infrastrutture amministrative senza coinvolgere tutti i livelli intermedi di creazione del consenso e di attivazione dei processi di cambiamento. Intendiamo i sindacati, i dipendenti pubblici, la scuola e l’università, le associazioni di categorie e le associazioni del volontariato e della società civile. Soprattutto è urgente una profonda rivisitazione delle strutture di governo regionali anche attraverso l’utilizzo di fondi di solidarietà, sarebbe la prima volta in Italia, nel pubblico impiego, consentendo in tal modo l’inserimento di giovani e di competenze innovative e qualificate nella Pubblica amministrazione e di apporti di competenze di standing internazionale. In Basilicata oltre della metà dei dipendenti pubblici ha più di 55 anni. Per chi conosce i meccanismi del fondo di solidarietà, che deve essere corretto e migliorato, sa che è una manovra a costo zero ma è indispensabile per procedere a uno svecchiamento culturale e anagrafico della P.A. prima di procedere alla sua riorganizzazione. Il capitale sociale (fiducia, capacità di cura e tutela dei beni comuni, reputazione territoriale, partecipazione) insieme alla crescita del capitale umano sono fondamentali per lo sviluppo. Bisogna averne cura, rinforzando i luoghi della sua produzione (scuola, associazioni, famiglie, cooperazione, welfare partecipativo.)

Una Regione con scarso capitale sociale e/o civile, con un deficit di cultura civica, di capacità d’azione collettiva e cooperativa, dove scarseggiano la fiducia e la partecipazione, sconta un gap di fattori necessari al perseguimento di sentieri di sviluppo. Ciò vuol dire ripristinare, anche attraverso una profonda rivisitazione degli apparati burocratici e dell’agire politico, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, nella politica e viceversa.

Occorre, quindi buon senso. Niente concorsi truccati, niente nepotismi, niente clientelismo. I giovani devono fidarsi delle istituzioni, devono credere nella trasparenza e devono rianimare il futuro.

  • Investire su legalità e ambiente. Le due cose sono strettamente connesse. 23 discariche abusive su 43 individuate dalla comunità europea sono in Basilicata. Dei danni prodotti dai petrolieri, grazie ad associazioni e movimenti ambientalisti, ne sono consapevoli tutti i lucani. Sul tema ambientale si sono sviluppate competenze significative che vanno utilizzate e valorizzate. L’Arpab va resa indipendente dai petrolieri e dal controllo partitico. Occorre collaborare con le autorità di polizia nell’individuare i responsabili dei disastri ambientali e costituirsi parte civile ai processi al fianco delle associazioni lucane. I centri oli Cova e Tempa Rossa prima o poi esauriranno la loro funzione sia per l’auspicabile innovazione tecnologica sia per l’esaurimento dei giacimenti. Chi pagherà la bonifica e la demolizione dei centri? Occorre imporre chiarezza sugli oneri di bonifica e di demolizione e chiedere e ottenere la costituzione di un deposito cauzionale per la realizzazione dello smantellamento e delle bonifiche. Non si possono consegnare alle generazioni future gli oneri dello smantellamento dei fantasmi inutilizzati di Cova e Tempa Rossa.

Ricontrattare protocolli e accordi e pretendere il rispetto della legge e della legalità anche ad aziende di emanazione pubblica e anche con azioni di forza istituzionali e con il sostegno alla mobilitazione di associazioni e cittadini. La Basilicata deve farsi rispettare e le istituzioni devono restituire diritti e dignità ai suoi cittadini. Occorre una vera alleanza tra le istituzioni regionali (governo e consiglio) e i cittadini.

La salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente sono un sentiero di sviluppo mortificato dalle politiche di questi anni. La Basilicata ha svenduto un patrimonio di risorse idriche, forestali, ambientali, storiche, antropologiche, alle multinazionali e a imprenditori senza scrupoli che hanno lucrato nel campo della produzione energetica, spesso con la complicità di uomini e donne delle istituzioni. Questo circuito di depauperamento del territorio deve essere interrotto.(continua nella pagina seguente)