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E’ triste rendersi conto che in Val d’Agri non c’è posto per le librerie

Ci scrive una libraia: "Siamo considerati un accessorio non indispensabile"

Cari lettori, amici, clienti e seguaci attenti e distratti di Fataghiò & Marpidò, voglio invitarvi a leggere questa lettera. Quello del librario non è solo un lavoro, ma una sorta di vocazione, in cui non c’è mai nulla di certo se non l’impegno e la passione personale, in cui la soddisfazione più grande è vedere gli occhi sgranati di un bambino che ascolta una storia e ne rimane rapito, che sfoglia con meraviglia e stupore un bellissimo libro, che ti interrompe costantemente per chiederti dei personaggi e di come va a finire…Ma non basta, non è sufficiente! Purtroppo oggi non siamo più in grado di camminare da sole, di farcela nonostante tutto, di andare avanti e resistere come ci consiglia qualcuno, che poi le cose andranno bene…abbiamo bisogno di sentirci sostenute attraverso gesti concreti e fattivi.

Condividiamo con voi che avete seguito la storia di questa libreria, qualcuno dalla sua nascita, qualcuno un po’ più tardi, la nostra profonda tristezza di questo momento in cui la libreria rischia di chiudere. Si, è proprio così, a circa tre anni dalla sua apertura, nonostante le molteplici e svariate iniziative ed eventi promossi, rischia di chiudere i battenti.

Quando abbiamo deciso di aprire avevamo un sogno ben preciso, quello di creare una piccola “oasi” come qualcuno l’ha definita, nella nostra terra e per la nostra terra con la presunzione che potesse diventare un punto di riferimento per tanti, per accaniti lettori, per appassionati, per genitori attenti a voler nutrire i propri figli con storie fantastiche, ma anche semplicemente un posto per curiosi che volevano annusare qualche buon libro.

Quando abbiamo deciso di aprire, eravamo ben consapevoli delle molteplici difficoltà che avremmo dovuto affrontare, della mancanza dei “numeri”, in termini di persone, sufficienti a coprire le spese che questa attività avrebbe comportato (non tutti lo sanno ma il guadagno su un libro è circa del 35%), ma il sogno e la speranza di cambiare le cose erano più grandi della paura di non farcela.
Quando abbiamo deciso di aprire eravamo sole e abbiamo investito tutte le nostre energie, le nostre competenze, la nostra passione, cercando di convincerci ogni giorno che potevamo riuscirci, che avremmo trovato un sistema per andare avanti. Eravamo fiduciose nelle istituzioni e nelle scuole (che purtroppo non hanno mai fondi da investire in progetti).
Quanti voli pindarici e sogni irrealizzati!
Probabilmente anche noi abbiamo commesso degli errori, forse la voglia di diversificarci attraverso la tipologia dei nostri prodotti, non ci ha resi abbastanza appetibili, ma almeno ci abbiamo provato.

Abbiamo organizzato eventi, presentazioni di libri, incontri letterari, corsi di inglese, feste e laboratori dedicati ai bambini; abbiamo promosso la lettura, consigliato libri, abbiamo scritto progetti, tanti progetti che purtroppo sono rimasti chiusi in un cassetto come la voglia di realizzarli. Abbiamo conosciuto persone, tante persone, alcune con richieste a volte bizzarre, altre che sono rimaste sempre fedeli e affezionate.

E’ triste rendersi conto che non c’è posto per le librerie nella valle, che siano considerate un “accessorio” non indispensabile rispetto a tutte quelle attività commerciali “necessarie” di cui specie Villa d’Agri è piena. E’ triste rendersi conto che non si può costruire qualcosa di nuovo e vivere del lavoro che si ama e che si vorrebbe fare, è triste rinunciare ad un sogno.

Non sappiamo ancora quali saranno le sorti di Fataghiò & Marpidò, ma partirà a breve una vendita promozionale su tutti i nostri giochi e sui nostri libri per chi volesse sostenere la libreria aiutandola ad affrontare questo periodo di grande difficoltà.

Marcella Stigliano, titolare libreria Fataghiò & Marpidò